BERNARDINO ZENALE ARTE

Pittore e architetto, Bernardino Zenale nacque a Treviglio nel 1450 circa e mori a Milano nel 1526, iniziò la sua attività in stretta collaborazione con Bernardino Butinone. 

Fu poi ingaggiato da Ludovico il Moro (nel 1490) per decorare una sala del Castello Sforzesco di Milano. Sempre insieme a Bernardino Butinone, la collaborazione tra gli artisti era comune nel Medioevo, Zenale affrescò, con le solenni Storie di Sant’Ambrogio, la cappella Grifi della chiesa milanese di San Pietro in Gessate che godeva del giuspatronato di Ambrogio Grifi, importante medico degli Sforza dopo che sfumarono gli accordi con i pittori Vincenzo Foppa, e Troso da Monza. Il lavoro prevedeva una serie di pitture che raccontavano la vita del santo in ventotto o trenta “capitoli”, ma questa forma di pittura che chiedeva il ripetersi dei medesimi personaggi più volte era fortemente biasimata da Leonardo a Vinci.

Malgrado sia difficile conoscere quali siano i contatti che avvicinarono lo Zenale e il Buitone a Leonardo, i due artisti seguirono le sue nuove norme.

Allo scadere del nuovo secolo Zenale sembra affrancarsi dallo stile espressionista, simile all’arte del rinascimento ferrarese, di Bernardino Butinone; nelle sue opere del 1500 circa cominciano infatti a trasparire notevoli influssi dell’arte di Leonardo da Vinci, rielaborati in una versione personalissima.

Il documento che riporta la morte dell’artista fu redatto da Benedetto Bellabuco il quale ne indicò anche le qualifiche: “architectus singularissumus”, a riconoscimento della carica di architetto per la fabbrica del duomo di Milano, come sostituto di Giovanni Antonio Amadeo, ricoperta negli ultimi anni della sua vita. Il documento indica che l’artista soffriva di calcoli renali: “lapide affectus”, ma che aveva raggiunto i novanta anni d’età. L’età risulta essere errata avendo l’artista indicato nel 1498 di avere soli trent’anni.