Capralba (CR)

Con le due frazioni di Farinate e di Campisico, il comune di Capralba è intessuto da una vera e propria ragnatela di fossi e risorgive, un patrimonio prezioso che racconta di una lunga storia segnata da pazienti opere di bonifica.
Sono tante le curiosità di questo piccolo comune a cavallo fra Bergamo e Cremona: partiamo dal suo stemma che ci mostra un’antica costruzione difensiva che sorgeva a Farinate (la frazione di Capralba) e una pianta di lino. Pare infatti che questa coltivazione fosse molto diffusa nei dintorni di Campisico e che proprio da qui venisse il miglior lino del cremasco.
La protagonista indiscussa rimane sempre l’acqua che troneggia sovrana nell’incontaminato parco dei fontanili dove è facile lasciarsi trasportare dai suoni della natura. Proprio sulle sponde delle sorgive sono nate e cresciute le più amate leggende popolari. Avventurandovi sulla riva destra della roggia Alchina vi capiterà di scorgere dei fiori sulla “”Büsa da Ghét”, vale a dire la tomba di Paolo Ghedi. Leggenda vuole che proprio qui questo sarto di Crema, ricordato dal popolo come un Robin Hood locale, venne impiccato dai gendarmi austriaci.

 

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PILLOLE DI STORIA

Il toponimo è di origine altomedievale (Capralba = capra bianca) derivato dal soprannome di un antico proprietario; meno probabile è la derivazione da capo d’alveo, riferito ad una sorgente. Dal secolo XII il paese fu dominato dai conti del vicino Farinate, oggi frazione del comune, che però vanta un’origine più antica di quella del capoluogo. Farinate deriva probabilmente dal termine germanico fara, un insediamento abitato da famiglie longobarde legate tra loro da vincolo di parentela. Il villaggio è già documentato dall’anno 919 e nel XII secolo era sede di una contea rurale e di un castello. L’importanza del luogo nel medioevo è testimoniata anche dalla presenza di ben quattro chiese:S. Pietro, San Nicola, San Martino e San Donato, oltre che dal monastero benedettino femminile di San Fabiano. Questo monastero, fondato nel 1144,fu soppresso nel1396. Nel 1454 il Cremasco passò sotto la dominazione veneziana e Capralba divenne paese di confine, frequentato troppo spesso da contrabbandieri e malfattori,che resero difficile la vita ai suoi abitanti. Oggi il territorio comunale, ricco di acque, produce cereali e foraggio.

I LUOGHI DA NON PERDERE

Complesso agricolo di Campisico
Il nome di questa frazione ci svela il forte legame con il lavoro della terra. Campisico infatti rimanda ai piccoli campi coltivati vicino alle boscaglie e alle paludi. Questo villaggio in passato fu così importante da essere citato in un documento del 1192; si trattava di una sorta di catasto sottoscritto dall’imperatore di Germania Enrico VI. Sorto probabilmente intorno ai secoli IX e X, si compone oggi di due cascinali che testimoniano l’importanza avuta nel passato da questo nucleo abitativo. Il suo territorio era rinomato soprattutto per la produzione di cereali, gelso e lino, quest’ultimo considerato fra i migliori d’Europa. Con il passare del tempo, Campisico perse la sua importanza a causa del progressivo inselvatichirsi del territorio circostante e il conseguente aumento di banditi e briganti.

PLIS dei fontanili di Capralba
Il Parco dei fontanili di Capralba è un PLIS – Parco Locale di Interesse Sovracomunale – che è stato riconosciuto con delibera della Giunta Provinciale (della Provincia di Cremona) n°435 del 12/08/2003. L’interesse sovracomunale del Parco non coincide necessariamente con l’appartenenza del parco a più comuni, infatti il Parco dei fontanili si trova nel territorio del solo comune di Capralba, ma è garantito dal fatto che esso racchiude al suo interno elementi di pregio naturalistico e/o di interesse paesaggistico di assoluto rilievo, tali da coinvolgere anche l’interesse di altri comuni.

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PARCO CICLOTURISTICO

Puoi raggiungere il Comune di Capralba anche attraverso l’itinerario cicloturistico “Dal Santuario ai fontanili“, uno dei 14 itinerari del Parco Cicloturistico della Media Pianura Lombarda.

DOVE: Capralba (CR)

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