Urgnano (BG)

L’antico paese di Urgnano possiede invidiabili opere storiche e artistiche nascoste tra le numerose attività industriali e artigianali. In primis la maestosa rocca Viscontea edificata nel XIV secolo, voluta dalla potente famiglia dei Visconti e in seguito possedimento dello stesso Colleoni; la chiesa prepositurale dedicata ai santi Nazario e Celso, opera della seconda metà del 1700 con la possente torre campanaria realizzata su progetto dell’architetto Luigi Cagnola. Un aneddoto popolare narra che la particolare forma circolare venne richiesta dalla “compagnia dei Facchini” (che lavoravano ai porti di Livorno e di Pisa), committenti dell’opera, i quali desideravano una torre che potesse uguagliare, anzi superare, niente meno che la torre di Pisa. La sua visibilità fin da diversi chilometri di distanza, lo ha reso un campanile molto noto in terra bergamasca. A riprova della sua importanza abbiamo anche un detto popolare alquanto lusinghiero:

“Sagrestea de Alzà, Campanel de Orgnà, Dom de Milà!”

Le bellezze non finiscono qui, addentrandovi nel centro storico, posta sul tracciato dell’antica strada Francesca, troverete la chiesetta della Santissima Trinità. Al suo interno un ciclo di affreschi vi toglierà il fiato! Non per niente viene definita la “Piccola Sistina”. A pochi km da Urgnano troviamo Basella, la sua frazione dove nel 1354 apparve la Vergine Maria. A ricordo dell’avvenimento svetta il bellissimo Santuario tanto caro al Colleoni che proprio qui volle la tomba della cara figlia Medea realizzata dall’Amadeo. Sempre Colleoni decise di far realizzare l’attiguo convento, ora retto dai passionisti e circondato da una verdeggiante e incantevole campagna.

 

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PILLOLE DI STORIA

L’insediamento è di origine romana: il fundus Aurinianus deve il nome all’antico proprietario latino Aurinus. Urgnano è già documentato dall’anno 986 (vico Urniano). In un documento dell’anno 1016 sono nominate anche due chiese: una intitolata ai Santi Nazario e Celso e una a San Zenone.  Nello stesso documento il borgo è definito castrum e, quindi, luogo dotato di difese, probabilmente costituite da fossato e terrapieno.

Nel medioevo fu comune rurale attraversato dalla strada Francesca; fu cinto di mura e dotato di una rocca sotto la dominazione viscontea, assumendo la caratteristica pianta “a cuore”. Passato sotto la Serenissima (1428) fu podesteria unita alla vicina Cologno. Tra il 1454 e il 1475 fece parte del feudo di Bartolomeo Colleoni, al quale succedette il suo segretario Abondio Longhi, la cui famiglia tenne il castello di Urgnano fino al 1534, anno in cui passò agli Albani. Per vari secoli Urgnano ha fornito a Genova i camalli, cioè gli scaricatori del porto, riuniti in una associazione composta tutta da discendenti di famiglie urgnanesi. Si deve alle sovvenzioni e alle rimesse dei camalli la ricostruzione nel XVIII secolo dell’imponente parrocchiale e, nel secolo seguente, l’erezione del caratteristico campanile neoclassico dell’architetto Cagnola.

Nella frazione Basella sorge un venerato santuario mariano, particolarmente caro al Colleoni, che vi fece seppellire la giovane figlia Medea.

I LUOGHI DA NON PERDERE

La Rocca Albani
Nel 1354, con lettera al consiglio dei 10 di Bergamo, Giovanni Visconti, Vescovo e Signore di Milano, ordina l’ampliamento e il consolidamento del castello di Urgnano. Ha inizio così la storia di questo grande e suggestivo maniero, che oggi si manifesta nelle forme conferitegli da un grande restauro avvenuto nel 1840 a opera dell’architetto Bianconi. Nel 1454, in seguito alla pace di Lodi, Urgnano passa alla repubblica di Venezia che lo cede in Feudo a Bartolomeo Colleoni. Alla morte del condottiero, nel 1475, la Rocca entra in possesso di Abbondio Longhi, segretario dello stesso Colleoni. Nel 1538 Gian Gerolamo Albani diviene proprietario del castello. La famiglia Albani resterà in possesso della Rocca fino alla seconda metà del XIX sec., quando per problemi finanziari Venceslao Albani si vedrà costretto a venderla. Dal 1953 il maniero è proprietà dell’amministrazione comunale che, nel corso degli anni ’80 ha provveduto a un importante restauro, restituendo il monumento ai cittadini di Urgnano e a tutti i turisti che lo vorranno visitare.

 

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La Chiesa Prepositurale Santi Nazario e Celso
Qualsiasi percorso conduce il visitatore al centro del paese dove viene accolto da un’ampia e ben strutturata Piazza, definita dagli edifici che la attorniano ai lati est e ovest, e a sud dal maestoso complesso della Chiesa Parrocchiale. L’edificio, eretto in onore dei santi Nazario e Celso, patroni della parrocchia, è stato realizzato nelle forme attuali tra il 1770 e il 1787, su progetto di Filippo Alessandri. La mole e il particolare orientamento (nord-sud anziché il canonico ovest-est) esprimono il desiderio degli urgnanesi del tempo di riequilibrare i due poteri forti del paese: il potere civico (espresso dalla Rocca Albani, che fronteggia la Chiesa) e il potere religioso (la parrocchiale, appunto). La facciata, in Ceppo Gentile di Brembate, è nello stile del tempo, il neoclassico, caratterizzato da purezza e linearità, che conferiscono insieme severità ed eleganza all’edificio. In un unico ordine gigante, è caratterizzata da un portone definito ai lati da colonne e lesene in stile corinzio, che sottendono un arco nel quale è inserito un alto rilievo del Battesimo di Gesù al Giordano. Un ampio timpano chiude in alto la facciata. In esso si può ammirare un importante orologio, recentemente restaurato. A coronamento della facciata e dominante su tutto il paese la Statua della Vergine Maria, cui gli urgnanesi sono particolarmente devoti.

La Torre Campanaria del Cagnola
Accanto alla Chiesa sorge un originale campanile di forma cilindrica, realizzato in soli 5 anni, dal 1824 al 1829, su progetto dell’arch. Luigi Cagnola. Esso è considerato la settima torre campanaria più elegante d’Italia e, con i suoi 54 metri, la più alta torre in pietra. Anche la torre campanaria infatti, come la facciata della parrocchiale è in Ceppo Gentile di Brembate. L’opera in stile neoclassico, di cui Cagnola è considerato uno dei migliori interpreti, rappresenta la sintesi degli stili dell’architettura antica. Nei tre piani che sormontano l’ampio tamburo, troviamo, infatti, lo stile Dorico, poi Ionico, quindi Corinzio e infine la balconata delle Cariatidi che sostiene la cupola. Al suo interno, una seconda torre in pietra, che contiene una scala a chiocciola di ben 235 gradini, fa da sostegno all’intera struttura. La torre si manifesta come un inno al numero 8 che rappresenta l’ottavo giorno, il giorno della resurrezione. Otto sono infatti gli spicchi in cui in senso verticale è suddivisa la superficie della torre, otto le lesene e otto le statue per ciascun ordine, otto le campane (in origine, oggi sono 12), otto le statue delle cariatidi.

La Chiesetta della Santissima Trinità
All’esterno dell’antica cerchia murata di Urgnano sorge un interessante edificio, testimone di arte e di fede. Dopo aver lasciato il castello, procedendo in direzione Ovest lungo Via Battisti, si incontra la Chiesa della SS. Trinità, piccolo edificio quattrocentesco, riconoscibile per il piccolo campanile in ciottoli di fiume che si staglia all’orizzonte. L’interno della Chiesa, interamente affrescato, conserva un intero ciclo pittorico definito Bibblia pauperum, ovvero un compendio illustrato delle principali verità storiche e di fede del cristianesimo. Spiccano tra tutti l’affresco absidale della SS. Trinità – da cui la chiesa prende il nome – composta nel modello consacrato dal Masaccio in S. Maria Novella a Firenze e il grandioso affresco della controfacciata che ritrae il giudizio Universale. La maestosa drammaticità della rappresentazione ha meritato all’ edificio l’appellativo di “piccola Sistina”. Nel 1979 l’edificio è stato ristrutturato ad opera del gruppo Alpini di Urgnano. La parrocchia e l’Associazione Promo Urgnano si sono attivate per eseguire a breve dei lavori di restauro degli affreschi.

Il Santuario della Madonna della Basella
 Il Santuario della Madonna della Basella sorge in prossimità del fiume Serio e la sua presenza è legata a un evento prodigioso accaduto nel 1356: la più antica apparizione della Madonna in Lombardia. Marina Casone si recò la mattina dell’8 aprile in un campo di proprietà della famiglia, vedutolo interamente coperto dalla brina, scoppiò in lacrime per la grave perdita economica che la gelata tardiva aveva provocato. Mentre piange disperata le appare una bellissima Signora che tiene per mano un bambinetto, che le predice un raccolto abbondante: la Signora, rivelatasi poi come la Vergine Maria, invita la fanciulla a esortare i compaesani a scavare nel luogo dell’apparizione, così da far riemergere un’antica Chiesa a Lei dedicata (da qui il nome di Basella, poiché ritrovata “in basso”). Il santuario, eretto poco tempo dopo, conserva ancora la facciata a capanna, tipica dell’arte gotica, con un suggestivo rosone ben delineato dalla cornice in cotto, cornice che ben si armonizza con quella che chiude la facciata. Molto elegante è anche l’orologio posto sulla torre campanaria. Importante fu la figura di Bartolomeo Colleoni il quale volle l’ampliamento del santuario e fece realizzare l’annesso convento che fu affidato ai frati Domenicani. Il grande condottiero fu sempre molto devoto a questo luogo tanto che qui volle fosse sepolta la diletta figlia Medea, prematuramente scomparsa, commissionando il suo sepolcro, ora conservato nella cappella Colleoni in piazza Vecchia a Bergamo, all’Amedeo. Il convento è ora proprietà dei Padri Passionisti e al suo interno trova posto un interessante museo dedicato all’arte e alla cultura africana.

ALTRI LUOGHI DI INTERESSE

La palazzina neoclassica della Commissaria Albani e le chiese dei dintorni
Tra il campanile e la Chiesa troviamo, a chiudere il lato ovest del sagrato, un elegante palazzina: la Commissaria Albani. La facciata, che ne fa il palazzo più elegante del paese, anch’essa in stile neoclassico (il palazzo venne edificato nel 1824) mostra un doppio loggiato chiuso alla sommità da una cornice con tre finestre e una finta balaustrata. Il doppio ordine di colonne, in stile dorico e corinzio, secondo i dettami architettonici del tempo è separata da un cornicione e una balaustra che conferiscono ritmo, leggerezza ed eleganza alla composizione. Al primo piano, tra le colonne, si intravedono, affrescati, gli stemmi del comune di Urgnano e della famiglia Albani. Scendendo la scala a destra dell’edificio e volgendo lo sguardo a Sud, ci si imbatte nella forma sobria ed elegante di un piccolo campanile. E’ il campanile della Chiesina dell’Addolorata che presenta una bella facciata in stile rinascimentale, caratterizzata da un ampio portone architravato su cui si staglia un’elegante bifora. La chiesina venne eretta come sede di una delle confraternite che dal quattrocento in poi ebbero sede nel paese. Se dalla chiesa parrocchiale volgiamo lo sguardo a sinistra, ci troviamo di fronte a un affresco murale del ‘400 e alle forme minute ed eleganti di chiesina sconsacrata, la ex chiesina di S. Giuseppe, che in origine era la chiesa di un piccolo monastero, chiuso e sconsacrato in epoca napoleonica.

Il Centro storico
Il centro storico, racchiuso all’interno della circonvallazione che corrisponde all’antica fortificazione del borgo, in parte murata e in parte in legno, presenta ai quattro punti cardinali le porte d’accesso: abbiamo a est porta Credaro, ad ovest porta Borgonuovo, a sud porta castello e a nord la rocca. Nel tessuto urbano si distinguono ancora oggi i segni della centuriazione romana con il decumano che si identifica nella via Conti Albani e il cardo riconoscibile nella via Matteotti prima e Ospitale Magri poi.
Percorrendo le sue vie si incontrano i segni di un glorioso passato con portali in pietra che recano nella chiave di volta stemmi di nobili famiglie, muri costruiti con ciottoli di fiume ordinatamente disposti a lisca di pesce, affreschi che ingentiliscono le facciate di antiche residenze. Il cuore è rappresentato da Piazza Libertà dove sono affiorate diverse sepolture legate in modo particolare alle quattro chiese che su di essa si affacciavano.

PARCO CICLOTURISTICO

Puoi raggiungere il Comune di Urgnano anche attraverso l’itinerario cicloturistico “I castelli della Bassa Bergamasca“, uno dei 14 itinerari del Parco Cicloturistico della Media Pianura Lombarda.

DOVE: Urgnano (BG)

www.urgnano.eu
Tel 035/4871519

INFORMAZIONI TURISTICHE

Per informazioni e visite guidate contattare

Associazione Promo Urgnano
tel. 347 8079694
email: promourgnano@hotmail.com
www.apu3000.it

 

Comune di Urgnano

Tel. 035/4871519

Email: cultura@urgnano.eu

www.urgnanoturistica .eu

 

Pro Loco di Urgnano
tel. 351 604 1601
email: info@prolocourgnano.org
www.prolocourgnano.org

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