Nato a Solza nel 1895 Bartolomeo Colleoni fu uno dei più grandi capitani di ventura del Rinascimento italiano. La sua carriera militare ebbe inizio sotto il comando di noti condottieri del tempo, tra cui Filippo Arcelli, Braccio da Montone e Iacopo Caldora. Ma fu al servizio della Repubblica di Venezia, durante la guerra contro Filippo Maria Visconti nel 1431, che cominciò ad affermarsi, sotto la guida del celebre Carmagnola.
Nel decennio successivo, Colleoni consolidò la sua fama militare partecipando ai principali
conflitti della penisola al fianco di illustri comandanti come Francesco Sforza e il Gattamelata. Combatté per Venezia anche nella seconda fase della guerra contro i Visconti (1437–1441), distinguendosi in
numerose operazioni militari.
Dopo la pace di Cremona del 1441, Colleoni passò temporaneamente al servizio di Filippo Maria Visconti (1442), ma fece ritorno alla Serenissima nel 1448, seguito poco dopo dallo stesso Sforza. Fu questo un periodo di importanti successi: guidò campagne nel Bresciano, nel Bergamasco e nel Parmense e partecipò alle battaglie di Romagnano Sesia e Borgomanero, schierandosi contro la Repubblica Ambrosiana. Nonostante i risultati brillanti, non gli fu inizialmente affidato il comando supremo delle truppe veneziane.
Nel 1451 si alleò con Francesco Sforza, divenuto nel frattempo Duca di Milano, ma nel 1454 rientrò definitivamente al servizio della Repubblica di Venezia. Nell’anno successivo ottenne finalmente il prestigioso bastone di comando, riconoscimento del suo valore e del ruolo centrale nella difesa dei territori della Serenissima.
Colleoni trascorse gli ultimi anni nel castello di Malpaga, da lui acquistato nel 1456, rifiutando le sollecitazioni militari provenienti da stati esteri come il Ducato di Borgogna e lo Stato Pontificio. Alla sua morte, avvenuta nel 1475,
Venezia gli rese onori solenni, commemorandolo con la celebre statua equestre di Andrea del Verrocchio, oggi in
Campo San Giovanni e Paolo a Venezia.
Consapevole dell’importanza della memoria e della rappresentazione del potere, Colleoni curò con attenzione la propria immagine. Commissionò a Giovanni Antonio Amadeo la realizzazione della Cappella Colleoni, costruita a partire dal 1472 sul lato nord della basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, in luogo dell’antica sagrestia che egli fece demolire.
L’edificio, capolavoro del Rinascimento, lombardo, ospita il suo mausoleo e quello della figlia Medea. Oltre alle opere scultoree dell’Amadeo, l’interno è arricchito da affreschi di Giambattista Tiepolo e da un raffinato banco
ligneo intarsiato da Giacomo Caniana.
Per tramandare la propria storia, affidò le sue memorie allo scrittore e poeta Antonio Cornazzano, che le raccolse in un prezioso codice miniato destinato al Comune di Bergamo. Oggi il manoscritto è custodito
presso la Biblioteca Civica Angelo Mai.
Colleoni fu anche attento al bene comune: nel 1466 istituì il Luogo Pio della Pietà, ente di beneficenza nato per garantire una dote alle ragazze povere in procinto di sposarsi. L’archivio storico dell’istituzione, tuttora esistente, è oggi conservato nella sede storica dell’ente in via Bartolomeo Colleoni.
CAPPELLA COLLEONI
La Cappella Colleoni è la cappella funebre rinascimentale edificata nel 1476 per volere di Bartolomeo Colleoni quale suo mausoleo su progetto di Giovanni Antonio Amadeo dedicata a San Giovanni Battista. È situato in Piazza del Duomo a Città Alta nel cuore della Città di Bergamo, addossata alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
IL LUOGO PIO DELLA PIETA DI BERGAMO ISTITUTO “BARTOLOMEO COLLEONI”
Con atti 20 maggio 1465 e 19 febbraio 1466 il celebre condottiero Bartolomeo Colleoni (Solza, 1392/1395 – Malpaga, 1475) fece una cospicua donazione alla Città di Bergamo fondando il Luogo Pio del-la Pietà per fornire una dote alle fanciulle povere. Stabili che ne fossero amministratori di diritto un Colleoni, un Agliardi ed un Colombi.
Estintasi la discendenza di questi ultimi, continua ancora la reggenza di un Colleoni e di un Agliardi.
Diede altre disposizioni con il proprio testamento del 1467, con quel-lo del 1475 e con un codicillo di pochi giorni dopo.
Al Luogo Pio affidò la propria casa di Bergamo, quale sede, e la cappella che aveva fatto costruire.
L’istituzione fu attiva almeno dal giugno 1467, quando risultano ero-gate alcune doti.
A seguito delle disposizioni napoleoniche nel 1808 fu accorpata con altre nella Congregazione di Carità e tornò autonoma nel 1828
A seguito di una Legge del 1958 l’erogazione delle doti venne sospesa, devolvendo il corrispettivo all’Opera Nazionale Orfani di Guerra e dal 1975, dato il cambiamento delle situazioni sociali, l’istituto modificò le finalità e le erogazioni divennero un auto economico per donne in difficoltà. L’attività benefica continua ancor’oggi.
PALAZZO DEL LUOGO PIO DELLA PIETA
A seguito della donazione del 1465-1466 che fondò il Luogo Pio della Pieta, questa istituzione ebbe sede nella casa del Colleoni in vicinia di Sant ‘Agata di Bergamo, un ampio edificio già appartenuto alla fa-miglia Suardi che l’aveva perduto in quanto ribelle alla Repubblica di Venezia.
L’ente figura qui attivo già nel 1468 e vi rimase sino all’epoca napoleonica, quando la casa fu venduta a privati, essendo la sua sede stata trasferita in quella della Misericordia in via Arena. Da qui nel 1868 la sede del Luogo Pio fu trasferita nella casa già Grismondi in Porta Dipinta per tornare nel 1892 nella parte superstite della casa del Colleoni, che fu riacquistata.
Nel periodo in cui fu di proprietà privata la casa era stata in ampia parte demolita e molte decorazioni andarono distrutte od asportate. Oggi ne restano una pregevole sala affrescata (adibita a sala del Consiglio), per la quale alcuni pensano ad un progetto decorativo di Donato Bramante, altri affreschi strappati, ed il pregevole portale lapideo sulla strada. La sede conserva anche l’Archivio dell’ente e numerose opere d’arte.
Per maggiori informazioni consulta il sito www.comune.bergamo.it.