MUSEO ARCHEOLOGICO
FORNOVO SAN GIOVANNI

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MUSEO ARCHEOLOGICO
A FORNOVO SAN GIOVANNI

Fornovo: il Forum della medie pianura lombarda

Brevi cenni di storia

Età romana
Alla fine del II a.C. Roma fonda le colonie di Cremona e Piacenza, come base per la conquista di quella che sarà chiamata la Gallia Transpadana. A partire dal I sec. a.C. anche la pianura bergamasca comincia a rientrare nei progetti romani. Tra il 50 a.C. e il 50 d.C. si compie la romanizzazione del territorio. La pianura da Bergamo fino alla linea di Madignano, poco sotto Crema, viene bonificata e divisa in lotti di forma quadrata. Gli appezzamenti vengono assegnati ai contadini: forse del posto, forse giunti dalla vicina Cremona o forse trasferiti dal centro Italia. Viene costruito l’abitato del Forum e qui si insedia una famiglia della nobiltà gallo-romana, quella dei Domizi, proprietaria di terre e di una fornace per la produzione di mattoni, anfore e vasellame di uso domestico. Nel giro di due o tre generazioni gli abitanti assumono i nomi, gli usi e i costumi di Roma. Il primo cittadino romano di cui abbiamo testimonianza a Fornovo è Marco Domizio Crescente, senza dubbio un notabile del paese, vissuto più o meno a cavallo tra I sec. a.C. e I sec. d.C.
Il Forum è il centro amministrativo della pianura, dipendente dal municipio di Bergamo: qui si tiene il mercato per lo scambio dei prodotti agricoli e forse si svolgono alcune attività amministrative minori. Della vita nel Forum in età imperiale, cioè dal I al V sec. d.C. abbiamo molte testimonianze nei ritrovamenti di oggetti di uso quotidiano, ornamenti femminili, oggetti di culto. Probabilmente nell’area dell’attuale piazza S. Giovanni sorgeva un tempietto dedicato al dio Giove. Il nome di Forum Novum deve essere stato dato al paese verso la fine dell’impero, dopo che era stato distrutto nel corso di una delle tante guerre fra i vari pretendenti al trono imperiale.

Età Longobarda
La testimonianza più ricca e appariscente della presenza longobarda a Fornovo è data però dai corredi delle tombe venute alla luce presso la cascina Vallicelle: lance, spade, coltelli da combattimento detti scramasax, scudi, cinturoni, staffe e finimenti per cavalli testimoniano bene la vita di quei rudi guerrieri. Venivano sepolti con il volto coperto da un velo su cui erano cucite delle croci in lamina d’oro con simboli a metà pagani e a metà cristiani, per tenere lontani gli spiriti maligni. In alcune tombe sono stati ritrovati, insieme con i resti del guerriero, anche quelli del cavallo, a sottolineare il forte legame tra lui e il suo animale. Si sono trovate pure tombe femminili, con tutta una serie di oggetti domestici e ornamenti.

Nonostante la dispersione dovuta al saccheggio compiuto alla fine dell’Ottocento, nei musei lombardi si può ancora avere un’idea abbastanza chiara e completa di quei lontani abitanti di Fornovo.

Tra gli oggetti di maggiore pregio storico rinvenuti (ma non presenti a Fornovo) vanno segnalati:
– un’ascia di pietra levigata,
– la testa di marmo di un cittadino romano, della seconda metà del I sec. a.C.,
– la lapide votiva dedicata da M. Domizio Crescente al dio Giove,
– una bilancia a stadera, con il peso a forma di testa di bambino,
– un pavimento in mosaico molto semplice, ornato a disegni con tessere bianche e nere,
– la lapide di C. Licinio Hilaro e di C. Nevio Rufione,
– diverse tombe di epoca romana sparse un po’ in tutto il territorio,
– il sepolcreto longobardo vicino alla cascina Vallicelle.

 

Museo Archeologico di Fornovo

Il museo ospita attualmente una modesta ma significativa collezione di reperti archeologici rinvenuti all’interno del territorio fornovese. Cospicua è la presenza di anfore romane comprese tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., terrecotte, suppellettili e utensili di età etrusca, romana e medievale e inoltre monete (XVI secolo), mosaici romani, una spada del XV secolo e una tomba tardo-romana ottimamente conservata (II-IV secolo).