LA ROCCA DI ROMANO DI LOMBARDIA

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IL BORGO E LA ROCCA DI ROMANO DI LOMBARDIA

Provincia di Bergamo

Un raro esempio di borgo fortificato del XII secolo e una possente rocca lungo il suo circuito di mura.

PRESENTAZIONE

Il primo febbraio dell’anno 1171, dopo un lunga controversia tra gli episcopati di Cremona e di Bergamo che si contendevano il villaggio dell’antico villaggio di Romano, fu deciso di spostare l’abitato più a settentrione, interamente in territorio bergamasco. Nell’atto di rifondazione, voluto dal comune di Bergamo e dal popolo di Romano, è descritto a grandi linee il nuovo insediamento, esempio raro di urbanistica del XII secolo, provvisto di fossato difensivo, terrapieno e tre porte d’accesso munite di ponte levatoio. L’asse viario principale da nord a sud era provvisto di portici per il mercato; al centro vi era la piazza su cui prospettava il palazzo comunale e la parrocchiale.  La presenza della rocca a Romano è documentata a partire dal secolo XIII, ma furono i Visconti nel secolo successivo a donarle l’aspetto attuale.  Furono sempre i Visconti a sostituire il terrapieno con una cinta muraria intervallata da torri e a concedere al borgo l’autonomia da Bergamo. La rocca fu sede dei podestà, prima eletti dal Duca di Milano e poi, dal 1428, inviati da Venezia. Dal 1450 al 1475 vi soggiornò spesso Bartolomeo Colleoni, che restaurò l’edificio e fece sopraelevare il grande torrione di nord-est. Nella rocca avevano sede anche le prigioni, una cappella, i magazzini per le scorte alimentari e per le munizioni.

L’edificio si presenta maestoso nella sua forma quadrilatera, con quattro torri angolari di epoche diverse; tutto attorno corre un profondo fossato acqueo, oggi in parte interrato. In epoca moderna, dal secolo XIX ad oggi, la rocca è stata adibita a vari usi: pretura, uffici statali, museo, e sede del Parco Regionale del Serio.

Nonostante i ripetuti interventi succedutisi nei secoli, l’importante complesso storico rivela ancora tracce del suo antico aspetto e dei vari usi cui fu sottoposto. Lungo il lato settentrionale e occidentale si possono scorgere i terrapieni (terragli) addossati alle murature esterne nel secolo XVI a protezione dei colpi di artiglieria pesante e delle armi da fuoco.

L’ingresso è sul lato orientale; poco distante sorgeva il complesso sistema difensivo della porta settentrionale del borgo (porta Bergamo) con la sua pusterla, la torre passante del ponte levatoio e il rivellino.

Guardando l’ingresso, alla sinistra si ammira la torre più antica edificata nel secolo XIII in epoca comunale, e alla destra l’alta torre trecentesca, edificata dai Visconti e modificata dal condottiero Bartolomeo Colleoni con l’aggiunta alla sommità di beccatelli e piombatoi.

Una terza torre si eleva nell’angolo sud-ovest, anch’essa di epoca trecentesca, modificata nel secolo successivo con l’aggiunta dei piombatoi e dei beccatelli; accanto aggetta un interessante cubicolo igienico aereo d’emergenza per i mercenari impegnati lungo il cammino di ronda.

Le merlature sono di alla ghibellino, ossia a coda di rondine. Oltre la torre verso il fossato esterno, sono visibili le merlature del primitivo castello inglobate nel soprastante loggiato quattrocentesco. Da questa antica struttura si potevano contrattaccare a sorpresa gli assedianti attraverso una stretta porta alta sopra il fossato; era la pontesella del soccorso protetta da ponte levatoio. La quarta torre, architettonicamente più modesta, fu edificata nel secolo XVII sul sito di un precedente torrione caduto in rovina.

Nel cortile, appena all’interno dell’ingresso, a sinistra è visibile l’antica porta della prigione; più oltre si entra nella quadrata Corte Grande, pavimentata in acciottolato. Un ballatoio cinquecentesco in pietra avvolge su tre lati la corte; sopra ad esso si aprono alcune finestre quattrocentesche trilobate di epoca colleonesca, e tra esse si ammira un grande affresco con il leone alato di San Marco. Alla destra una vasca d’acqua sostituisce l’antico pozzo d’acqua sorgiva. Dietro il pozzo, ora mascherata da muratura, è la piccola Corte della Cancelleria Veneta o della Prigione.

Al piano terreno i locali erano adibiti a deposito d’armi, cantine, stalle. I locali d’abitazione erano al primo piano; nell’ala est, (sopra l’ingresso) vi erano il corpo di guardia e i dormitori dei soldati; la loro cucina e la sala da pranzo erano al piano sottostante. L’ala occidentale del castello era riservata ad alloggio per il Castellano.

Nell’ala sud si trovavano i locali di rappresentanza con la sala grande o sala de rocca, con soffitto ligneo quattrocentesco e fregi decorativi ad affresco. Nell’angolo sud-est, all’interno della torre antica (molto interessante nella sua architettura tardo-gotica a slanciate costolonature) è l’antica cappella del castello, la cui pala d’altare è attualmente conservata nella chiesa parrocchiale. Sala grande e cappella ospitano oggi le sale espositive del Museo Memoria della Comunità di Romano di Lombardia, che raccoglie i documenti relativi alle vicissitudini belliche dei Caduti, dei Combattenti e dei Reduci romanesi.

DOVE: Piazza della Rocca, 1, 24058 Romano di Lombardia (BG).

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