Nella pianura bergamasca, il castello di Cavernago rappresenta un elegante esempio di residenza fortificata trasformata, nel corso dei secoli, in dimora signorile. Le sue origini risalgono almeno al XIII secolo, quando è documentata la presenza di un fortilizio con fossato appartenente ai Canonici di Sant’Alessandro di Bergamo. Di quell’epoca si conservano ancora oggi alcune porzioni murarie, visibili nel lato nord e sotto il porticato occidentale.
La storia del castello cambiò radicalmente nel 1470, quando fu ceduto in enfiteusi perpetua al celebre condottiero Bartolomeo Colleoni, che vi avviò immediatamente lavori di ristrutturazione. Tra le prime trasformazioni si annoverano l’edificazione della torre nord-ovest e l’inserimento di eleganti finestre gotiche, di cui sopravvivono alcuni frammenti. Il castello divenne così una delle numerose proprietà della famiglia Colleoni.
Alla morte del Condottiero, il castello passò ai suoi discendenti, i Martinengo Colleoni, che nei secoli successivi continuarono ad abbellire e ampliare il complesso. Un momento fondamentale fu il 1594, quando il conte Francesco Martinengo Colleoni, con la moglie Beatrice di Langosco, promosse un’importante ristrutturazione. Gli interventi, proseguiti ufficialmente dal 1597, conferirono al castello l’aspetto attuale: quattro torri (tre di nuova costruzione), un cortile quadrangolare con porticati impreziositi da colonne accoppiate e archi a serliana, un ampio fossato e nuovi ingressi dotati di ponti levatoi, oggi visibili nei resti degli alloggiamenti dei bolzoni. A sud venne creato un giardino. I due coniugi ricostruirono inoltre la chiesa di San Marco, destinata a diventare la loro sepoltura.
Le prime decorazioni pittoriche, collocabili tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, si concentrano nell’ala ovest e sono attribuibili proprio a Francesco e Beatrice. I lavori di abbellimento proseguirono anche con i discendenti. Il marchese Gherardo Martinengo
Colleoni (1601–1643) promosse una nuova fase decorativa che coinvolse gran parte delle sale del braccio sud e del lato est, oltre alla realizzazione di una galleria. Due lapidi con lo stemma di famiglia, datate 1625 e 1633, testimoniano il suo impegno. I cicli pittorici, probabilmente eseguiti da maestranze bresciane, interessarono anche gli spazi esterni affacciati sul cortile.
La famiglia arricchì inoltre la Cappella della Natività di Maria, detta anche Madonna delle Grazie, risalente al primo Cinquecento, ampliandola e decorandola secondo il gusto dell’epoca.
Nel tardo Seicento, un nuovo impulso artistico si ebbe con il matrimonio del marchese Pietro Emanuele (1670–1746) con Maria Ludovica Gambara, celebrato nel 1695. In questa fase furono decorate con stucchi e affreschi le sale del braccio nord e parte del primo piano del lato est. A Pietro Emanuele si deve anche la raffinata scala elicoidale del braccio sud-est, caratterizzata da una struttura armoniosa, gradini bassi, ringhiera in ferro battuto e una torretta-lucernario. L’opera, per l’eleganza dell’impianto, è attribuita a Filippo Juvarra, architetto di corte dei Savoia, che lavorò per la famiglia anche in altri edifici in Lombardia.
Nonostante le numerose trasformazioni, il castello non fu mai completamente ultimato: alcune aree, in particolare l’ingresso e alcune stanze, rimasero prive di decorazioni.
Nel 1874 il castello passò di mano: il conte Venceslao Martinengo Colleoni, ultimo discendente, lo cedette ai principi Giovanelli di Venezia. Dopo alcuni passaggi nel 1950, il castello venne acquistato dal principe Giovanni Maria Gonzaga di Vescovato (1894-1960). Altri lavori furono effettuati negli anni ’80 e portarono alla riscoperta di alcuni elementi duecenteschi nell’ala ovest. La famiglia Gonzaga possiede ancor’oggi il castello nella persona del principe Carlos, che continua l’opera di recupero e valorizzazione.
Per maggiori informazioni consulta il sito www.comune.cavernago.bg.it