ANTONIO TADINI SCIENZA

Sesto dei dieci figli del conte Antonio Defendente Tadini e di Marta Guizzardi, frequentò il Seminario di Bergamo e venne ordinato sacerdote nel 1778. 

Dal 1783 insegnò filosofia e fisica sperimentale al Collegio Mariano, occupandosi anche della Biblioteca e della costituzione del Gabinetto degli esperimenti. 

Collega e amico di Lorenzo Mascheroni e convinto sostenitore del metodo scientifico nello studio dei fenomeni naturali, Tadini dovette rinunciare all’insegnamento nel 1793 perché osteggiato da alcuni esponenti del clero bergamasco a seguito della pubblicazione delle tesi filosofiche di uno dei suoi allievi. 

Tra il 1789 e il 1791 effettuò alcuni viaggi di osservazione naturalistica nelle valli e nelle montagne bergamasche. 

Dal 1794 fino al 1830 pubblicò scritti di fisica e di idraulica sia teorica, sul moto delle acque, sia pratica, intervenendo su specifiche problematiche in aree territoriali tradizionalmente critiche. 

Per i suoi studi entrò in relazione con importanti studiosi quali Luigi Brugnatelli, Teodoro Bonati, Vincenzo Dandolo, Giovanni Battista Guglielmini. 

Dal 1797, Tadini aderì alle idee rivoluzionarie e fu impegnato attivamente, dapprima con incarichi politici e in seguito in ruoli di responsabilità, nella pubblica amministrazione. 

Tra il 1798 e il 1812, con la breve parentesi francese durante il governo austro-russo del 1799, Tadini fece parte di commissioni idrauliche governative, divenendo idraulico nazionale e infine ispettore generale del Corpo di Acque e Strade dal quale venne congedato a seguito di insanabili contrasti con i suoi colleghi. 

Continuò tuttavia gli studi di idraulica, curati durante l’incarico pubblico, anche dopo il 1815 e fino alla morte.