Fosso Bergamasco

IL FOSSO BERGAMASCO CONFINE MERIDIONALE DI BERGAMO

I confini meridionali di Bergamo prima del Fosso Bergamasco

Recenti studi sulla centuriazione della pianura lombarda hanno accertato che in epoca romana il territorio bergamasco si estendeva fin oltre Crema e Soncino. Ma già dal IX secolo i vescovi di Cremona, mediante donazioni e acquisti, erano riusciti ad estendere la loro giurisdizione spirituale sulle pievi bergamasche di Genivolta, Calcio, Fornovo, Misano e Arzago. Successivamente, con l’acquisizione dei poteri feudali di vescovi-conti, vi esercitarono anche il potere civile. Tra XII e XIII secolo Cremona contese a Bergamo anche la giurisdizione su Morengo, Bariano e la vecchia Romano.

Nello stesso periodo, nel corso delle guerre tra Comuni e Impero, la Lombardia politica appariva divisa “a macchia di leopardo” tra aree di influenza guelfa e aree dominate dal partito ghibellino, dove la Contea guelfa di Cortenuova rivestiva un importante ruolo strategico in quanto rappresentava un corridoio che metteva in comunicazione diretta le città guelfe di Milano e Brescia, separando nel contempo i territori ghibellini di Bergamo e Cremona.

Dopo la vittoria imperiale di Federico II sulla Lega lombarda proprio sotto le mura di Cortenuova e la distruzione di quella fortezza (27 novembre 1237), i comuni ghibellini di Bergamo e Cremona, che ebbero un ruolo determinante nel successo dello scontro, si accordarono per dividersi il territorio del borgo distrutto. L’accordo fu stipulato il 2 settembre 1263 e fu il primo tentativo di stabilire una linea di confine tra le due città tra Oglio e Serio. Nel 1266 i bergamaschi, passati al partito guelfo sotto la podesteria dei Torriani, parteciparono alla guerra contro Buoso di Dovara, signore ghibellino di Cremona, e riuscirono a sconfiggerlo e a smantellare il suo munitissimo castello di Covo.

La pace di Romano e l’origine del Fosso Bergamasco

L’anno seguente vinti e vincitori si riunirono nella chiesa di San Giorgio di Romano Vecchio per firmare la pace. I bergamaschi vittoriosi si ripresero quella parte del territorio di Cortenuova ceduta nel 1263 a Cremona. Le due città stabilirono poi di comune accordo di ridisegnare un nuovo confine tra Oglio e Adda, scavando un vallo artificiale che ne fissasse definitivamente e visibilmente il tracciato. Lo scavo ebbe inizio in riva all’Oglio tra Cividate e Calcio e, nel tratto tra l’Oglio e Covo, si riutilizzò un preesistente canale, la “Circha de Curtenova”, scavato forse già in epoca romana per convogliare nel Serio le acque reflue dei fontanili, che scaturivano più a monte e che rendevano paludose le terre di Covello, Covo e Antegnate .

Lo scavo fu sospeso tra il 1284 e il 1285 in prossimità di Covo, su istanza dei comuni di Soncino e Cremona, che temevano che il nuovo manufatto potesse interrompere l’afflusso delle acque irrigue del Naviglio Vecchio verso i loro territori. La sospensione dello scavo servì anche a decidere la sorte del territorio di Fara Olivana, pieve soggetta alla Chiesa bergamasca e proprietà di alcuni cittadini di Romano. I lavori furono ripresi negli anni seguenti, lasciando Fara Olivana in territorio bergamasco. Oltre il Serio il vallo puntò verso Nord, segnando i confini occidentali dei comuni bergamaschi di Bariano e Morengo; poi piegò – quasi in linea retta – verso occidente fino al Brembo. A monte rimasero in territorio bergamasco i comuni di Cologno, Spirano, Lurano, Arcene, Ciserano e Boltiere. Dal Brembo all’Adda sotto Brembate non fu necessario scavare un fossato, ma il confine seguì la scarpata naturale sovrastante l’area golenale alla confluenza dei due fiumi, zona allora disabitata e occupata da boschi e paludi. Si presume che l’intera opera venisse terminata nei primissimi anni del Trecento. Il vallo aveva una larghezza e una profondità di circa tre passi; era generalmente asciutto e l’acqua vi scorreva solo in alcuni tratti per uso irriguo. Le spese dello scavo furono sostenute interamente dal comune di Bergamo e, pertanto, il vallo assunse il nome di Fosso Bergamasco. Nel 1428, con la conquista veneziana di Bergamo, divenne confine di Stato tra la Serenissima e il Ducato di Milano. E tale rimase fino all’occupazione napoleonica del 1797.

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