La chiesa arcipretale di San Vittore

CHIESA ARCIPRETALE DI SAN VITTORE DI CALCIO

Provincia di Bergamo

Giungendo nel paese di Calcio è impossibile non notare la sua imponente chiesa arcipretale dedicata a San Vittore. Seconda solo al Duomo, come scritto dallo storico Muoni, la chiesa deve la sua monumentalità e grandezza al fatto che Calcio era la sede dell’Arciprete e Vicario Foraneo. Egli, infatti, in nome del vescovo di Cremona, poteva esercitare piena giurisdizione sulle parrocchie vicine.

Ci sono voluti ben 120 anni per portare avanti la sua costruzione ma la dedizione e la fede degli abitanti di Calcio è stata premiata e ora possiamo ammirare un grandioso edificio!

PRESENTAZIONE

Arrivando nei pressi di Calcio è impossibile non ammirare la sua imponente chiesa. Non ci stupisce che nel 1875 lo storico Damiano Muoni scrisse “supera nelle sue dimensioni il vicino, rinomatissimo santuario di Caravaggio, la cattedrale di Brescia, le chiese di San Fedele, di San Vittore e tutte le altre maggiori di Milano, salvo il Duomo”.

Le due epigrafi in marmo presenti rispettivamente sull’altare della B.V. del Rosario e su quello di san Giuseppe raccontano sinteticamente come la costruzione della Chiesa abbia richiesto un lungo periodo di tempo: ben centoventi anni, comprese le varie interruzioni dei lavori.

La decisione di edificare una nuova struttura ecclesiastica venne presa a causa delle ristrettezze dell’antica chiesa pievana, divenuta a metà ‘700 troppo angusta per accogliere una popolazione in continua crescita, ma anche con l’intenzione di far risaltare con la sua monumentalità e grandezza il fatto che Calcio era la sede dell’Arciprete e Vicario Foraneo, cioè di colui che in nome del Vescovo di Cremona – diocesi cui la parrocchia è sempre appartenuta – esercitava piena giurisdizione sulle numerose parrocchie del circondario.

Il progetto venne affidato a don Antonio Marchetti, sacerdote – architetto di Brescia, considerato il maggior esponente del neo-classicismo bresciano del ‘700, tra le cui numerose opere va ricordato il completamento della Cattedrale di Brescia. L’opera di costruzione si svolse in tre fasi successive:

 

1762-1810. I lavori ebbero inizio con la posa della prima pietra, benedetta dall’arciprete don Gaspare Orsi, il 1° Agosto 1762. Proseguirono alacremente per i trent’anni seguenti con il totale coinvolgimento operativo della popolazione con don Pietro Buzzi, subentrato come arciprete nel 1764. Dal 1790 iniziò un progressivo rallentamento, dovuto al venir meno delle risorse finanziarie, che alla fine determinò la chiusura del cantiere nel 1810. A questa data la parte costruita ma non agibile per le funzioni liturgiche era limitata alla zona del coro e del presbiterio. Solo l’annessa sacrestia venne trasformata in cappella aperta al culto pubblico nel 1803, intitolata all’Arcangelo Michele.

 

1835-1855. Dopo 25 anni di sospensione, i lavori ripresero nel 1835 per impulso dell’arciprete don Paolo Lombardini. Responsabile venne nominato l’architetto Giacomo Bianconi, allievo del Piermarini e titolare della cattedra di architettura all’Accademia Carrara di Bergamo, che semplificò il progetto originario allo scopo di ridurre i costi. Il cantiere rimase aperto fino al 1855, quando venne di nuovo interrotto per mancanza di fondi. Tuttavia venne portata a termine la parte meridionale: coro, presbiterio, parte della navata con i due altari laterali della B.V. del Rosario e di San Rocco (dal 1930 circa di San Giuseppe) fino alla crociera esclusa. Nel 1854, benchè incompleta, la chiesa venne aperta al culto e ricevette dal Vescovo di Cremona, Antonio Novasconi, il titolo di chiesa parrocchiale, fino ad allora ancora spettante all’antica pieve.

 

1873-1880. In questo breve periodo sotto la guida dell’arciprete Giuseppe Mainestri e poi del suo immediato successore G.B. Pizzi l’edificio venne completato con la costruzione della crociera e l’installazione della cupola, il resto della navata, la facciata con il portale. Il compito fu affidato a Carlo Maciachini, l’architetto di maggior prestigio a Milano, noto per il suo eclettismo e per essere l’autore del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. La chiesa ultimata venne ufficialmente consacrata il 29 Ottobre 1880 dal Vescovo di Cremona Geremia Bonomelli, con la presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Milano Luigi Nazari di Calabiana e Mons. Pietro Sabbia, Vescovo di Crema. L’evento venne celebrato dalla popolazione di Calcio con tre giorni di festeggiamenti. Nei cinquant’anni successivi all’inaugurazione vennero intrapresi lavori di consolidamento nell’area della crociera – una prima volta nel 1902, una seconda nel 1930 – tesi a rafforzare i pilastri di sostegno della cupola e dare maggior stabilità e sicurezza all’intero edificio. Nel 1979 a causa di un nubifragio il rivestimento in lastre d’ardesia della cupola venne sostituito con lastre di rame. La chiesa è lunga 70 metri dal centro dell’abside alla controfacciata. La larghezza varia dai 16 metri della navata ai 33 metri della crociera. L’altezza raggiunge i 62 metri dal suolo fino alla lanterna della cupola compresa.

DOVE: Piazza S. Vittore M. Calcio (BG)

INFORMAZIONI TURISTICHE

Chiesa aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30

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