Santuario Santa Maria del Fonte

La più antica è la prima, a destra entrando dal portone d’ingresso, dedicata a sant’Antonio abate, raffigurato nella pala, opera di Gianbattista Secco, originario di Caravaggio, autore anche degli stucchi e delle medaglia raffiguranti la vita del Santo.
Nella seconda è possibile ammirare una bella Deposizione del pittore modenese Giacomo Cavedoni (1577-1660), proveniente da Imola, concessa in deposito fin dal 1813 dalla Pinacoteca di Brera; una composizione con forme pulite e rigorose, con cromia caratteristica che va dal rosato, al grigio.
La terza cappella è dedicata alla Madonna con i santi Filippo e Giacomo Apostoli, la cui storia è illustrata dal Secco nei pannelli della volta; anche la pala dell’altare è opera sua.
La quarta cappella vede ancora all’opera Gianbattista Secco (1602): vi si può ammirare una Madonna del Rosario con due persone in preghiera, il pontefice Sisto V e il suo “scutifero” Soccino Secco, parente del pittore. Degni di nota sono gli stucchi e i raffinati pannelli che illustrano i misteri del Rosario.
Passando alle cappelle di sinistra, si incrocia il maestoso tempietto circolare con l’altare maggiore. Nella quinta cappella si può osservare un’Educazione della Vergine, graziosa opera eseguita da Moriggia in età giovanile (1825) a Roma, dove il pittore si era trasferito dopo le prime esperienze vissute a Bergamo alla scuola del Diotti, per perfezionarsi alla scuola del Camucci. I putti o angelidell’arco di volta sono opera (1931) di Ferruccio Baruffi, caravaggino.
La tela della sesta cappella è attribuita a Giacomo Trécourt (1812-82), che dipinse la Pesca miracolosa degli Apostoli Pietro e Andrea insieme a Cristo. Nei cassettoni della volta, dipinti a tempera, episodi della vita dei due Santi apostoli, di Ambrogio Bolgiani (1931).
Di Carlo Preda è la bella pala della settima cappella, che raffigura la Madonna che mostra il bambino a S.Antonio da Padova e a Santa Lucia (1710). Nei cassettoni della cappella episodi della vita di S.Lucia, opera di Galliano Cresseri (1931).
L’ottava cappella (è la prima per chi entra dalla porta principale di ponente) presenta una bella copia dell’Arcangelo Gabriele di Guido Reni, eseguita da Paolo Gallinoni. Nelle nicchie ai lati del portale le statue di S.Fermo e di S.Rustico, patroni della città di Caravaggio.
La Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali di Milano negli ultimi tre anni ha curato il restauro conservativo delle otto cappelle e delle pareti laterali, con risultati splendidi che danno il risalto che merita al valore artistico di ciascuna di esse.

L’organo

Il Santuario è dotato di uno dei migliori organi d’Italia, che incute un certo senso di sovrastante grandiosità; in realtà tre organi, di cui uno collocato nella balaustra della cupola. Ha 5600 canne, 4 manuali di 61 note (positivo-espressivo, grand’organo, recitativo-espressivo, organo corale) insieme con una pedaliera di 32 note; la maggior parte della canne è stivata nell’ampia cassa, uno dei capolavori lasciati in basilica dall’arte degli intagliatori del legno fratelli Carminati di Caravaggio.
La versione attuale è una “seconda edizione”, dopo quella del 1906 dell’organaro Carlo Vegezzi Bossi di Torino. L’1 e 2 aprile 1906 infatti con grande concorso di ascoltatori, oltre all’organista titolare Pietro Gaetano Zelioli, tennero il concerto di collaudo due maestri famosi come Marco Enrico Bossi e Oreste Ravanello. Passando attraverso la riforma effettuata nel 1927 dal maestro organaro Giovanni Tamburini di Crema, si avvia il rifacimento Balbiani Vegezzi Bossi del 1955: dal punto di vista tecnico con trasformazione delle trasmissioni da pneumatiche a elettriche dirette, e dal punto di vista funzionale con miglioramenti delle qualità foniche e conseguente spostamento dei corpi d’organo (seconda tastiera). Un profondo restauro conservativo effettuato nel 1994-1995 rende questo strumento una meraviglia rappresentativa del tipo d’organo eclettico-sinfonico.
I rifacimenti dell’ultimo secolo hanno volutamente e doverosamente valorizzato il canneggio Serassi nel secondo e terzo manuale. La celebre famiglia bergamasca di artisti organari fin dal 1742 ha lasciato in successione (1743, 1781, 1835) ben tre segni della propria genialità. Non è stato eseguito, a quanto sembra, un quarto progetto Serassi (1846) di ripristino e ampliazione dell’organo esistente nell’insigne Santuario di Caravaggio.
La balconata della Cantoria dov’è posizionata una consolle con quattro tastiere, e naturalmente la pedaliera, ha una volta ricca di stucchi, eseguiti su disegno di Luigi Cavenaghi, e conclusi nel 1904. Lo stesso Cavenaghi curò il cartone per il tondo policromo a gran fuoco raffigurante santa Cecilia che “al suono dell’organo canta al suo Signore”.

DOVE: Viale Papa Giovanni XXIII 24043 Caravaggio (Bg)

INFORMAZIONI TURISTICHE

Orari di apertura del Santuario
da ottobre ad aprile: 6.30/12.00 – 14.00/18.00
da maggio a settembre: 6.30/12.00 – 14.00/19.00
Domenica e festivi continuato 6.30/18.30

Direzione Pastorale e
Segreteria Pellegrinaggi
Tel. 0363 3571
E-mail: info@santuariodicaravaggio.org

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