COLOGNO AL SERIO

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COLOGNO AL SERIO (BG)

Feudo di Bartolomeo Colleoni

Cologno al Serio fu parte integrante della rete di territori che, nel Quattrocento, entrarono sotto l’influenza di Bartolomeo Colleoni. La signoria sul borgo gli fu concessa nel 1453 dal duca di Milano Francesco Sforza, insieme a quella di Urgnano. Un anno più tardi, con la pace di Lodi e la definitiva ridefinizione dei confini tra Milano e Venezia, anche la Repubblica di Venezia riconobbe a Colleoni il possesso di Cologno, ratificandolo nel 1454. Il privilegio fu poi confermato in modo solenne nel 1465 dal doge Cristoforo Moro, a testimonianza della stima e della fiducia di cui il Condottiero godeva presso la Serenissima.
Durante il periodo della signoria colleonesca, che si estese fino alla sua morte nel 1475, Cologno al Serio visse un’intensa fase di trasformazione. Il borgo fu governato da un podestà di nomina diretta, scelto dallo stesso Colleoni, che ne affidava l’amministrazione civile e criminale. Il podestà risiedeva nella Rocca, centro nevralgico del potere locale e simbolo dell’autorità signorile. Nel proprio testamento, Colleoni si qualificò esplicitamente come “signore di Cologno” e, in segno di continuità e fiducia, nominò Tommaso Longhi, fratello del suo segretario personale Abbondio, podestà a vita della località.
L’influenza del Colleoni a Cologno non si limitò all’ambito militare o amministrativo. La sua visione di governo si riflette anche in un progetto più ampio di sviluppo territoriale, cheprevedeva il rafforzamento delle difese, ma anche la valorizzazione economica del borgo.
Le fortificazioni della Rocca furono oggetto di lavori di consolidamento e potenziamento, in linea con il modello delle rocche colleonesche della pianura bergamasca. Parallelamente, Colleoni promosse lo sviluppo agricolo, incentivando la bonifica dei terreni, la canalizzazione delle acque e il miglioramento della produttività delle campagne: interventi che contribuirono a consolidare la vocazione agricola del territorio e a migliorarne le condizioni socioeconomiche.
Dopo la sua morte, avvenuta il 2 novembre 1475, i domini colleoneschi furono progressivamente reintegrati sotto il diretto controllo della Serenissima. Il 17 dicembre 1475, con apposito Ducale, Cologno al Serio tornò formalmente tra i territori veneziani, insieme ad altri feudi del condottiero come Martinengo, Romano, Urgnano, Calcinate e Palosco.
Ancora oggi, il ricordo della presenza di Bartolomeo Colleoni a Cologno al Serio è vivo nel tessuto urbano e nella memoria storica locale. La Rocca, pur trasformata nei secoli, resta il simbolo di un’epoca in cui il borgo fu parte di un più vasto progetto politico e territoriale, guidato da una delle figure più carismatiche della storia lombarda.

I LUOGHI COLLEONESCHI

ROCCA

Nel 1453 il Duca di Milano assegnò Cologno e la sua Rocca a Bartolomeo Colleoni, al quale furono confermati poi da Venezia. Il podestà, inviato dal Colleoni per esercitare la giurisdizione civile e criminale, aveva sede nella Rocca.

PER INFORMAZIONI

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