Nel 1443, mentre il Colleoni guerreggiava intorno a Senigallia a capo delle truppe dei Visconti, il cappellano frà Bellino rovistava nella sacrestia di una chiesetta fuori città e trovava le reliquie di S. Maria Maddalena e S. Lazzaro, donate poi dal Colleoni, le prime alla Comunità di Romano e le seconde alla comunità di Covo (1449 d.C.).
Narra la leggenda che nel momento in cui il Colleoni giunse in Covo col teschio di S. Lazzaro, le campane si misero a suonare autonomamente senza che nessuno le avesse toccate e che i cavalli non volessero proseguire il percorso. Questo piccolo miracolo spinse il Colleoni a donare a Covo la reliquia più preziosa.
Nel punto in cui avvenne il fatto, nel 1855 fu eretta dai Covesi come voto in seguito ad un’epidemia di colera che colpì la popolazione, la Santella di San Lazzaro. L’affresco, del pittore Giacomo Giordani, allievo di Giuseppe Diotti, rappresenta la consegna della reliquia di S. Lazzaro da parte di Frà Bellino Crotti cappellano di Bartolomeo Colleoni, signore a Covo, al parroco di Covo.
La reliquia del cranio di San Lazzaro è custodita dal 1449 all’interno della chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Filippo Apostoli, in una teca di argento e cristallo, collocata in un altare minore a lato dell’Epistola, insieme ad altre reliquie secondarie attribuibili a Maria e Marta, ed ai Santi Massimino e Celidonio. Le reliquie, un tempo celate dietro un velo omerale che veniva sollevato solo in occasioni speciali o per una richiesta di voto, oggi sono ben visibili dietro la grata che le protegge nell’altare del Baronci (allievo del Fantoni).
Le reliquie di Covo furono autenticate nel 1721 e, per la ricostruzione della chiesa, il 25 aprile 1785 furono collocate nella chiesa dei Disciplini e poi riportate al termine dei lavori, forse nel 1789 o 1791. Le reliquie, nel tempo, oltre il passaggio dalla Francia e Senigallia e da qui in Bergamasca, subirono vari spostamenti.
La presenza della reliquia del cranio di San Lazzaro, mancante della mandibola, è attestata a Covo dal 1520. Lo Spini, scrivendo nel 1569, riprendendo la cronaca di Baldassarre Zaili del 1444, parla solo di parte delle ossa di Maddalena e di Lazzaro. Nel 1599 Monsignor Cesare Speciano, vescovo di Cremona, in visita pastorale a Covo, disse che, quando era nunzio apostolico presso Rodolfo II Imperatore, aveva visto in Germania il capo di San Lazzaro vescovo di Marsiglia ivi venerato. Identificò quindi il cranio di Covo come quello di San Massimino vescovo Aquense, cioè di Aix-en-Provence, anche perché con le reliquie vi era una scritta “abbastanza antica” che parlava di San Massimino vescovo di Marsiglia prima chiamato Lazzaro (Reliquiae plures s.ti Maximini Episcopi de Marsilia de Provincia, qui ante vocabatur Lazarus frater Mariae Magdalenae risuscitatus a D.no Iesu.)
In alcuni casi si parla genericamente di reliquie di San Lazzaro o di cranio del Santo. Tuttavia la devozione dei covesi verso San Lazzaro fu talmente forte da farlo diventare Santo Patrono e protettore della comunità covese.
Per maggiori informazioni consulta il sito www.prolococovo.com.