Fara Olivana con Sola

FARA OLIVANA CON SOLA

Provincia di Bergamo 

Già il nome di questo comune ci suggerisce uno stretto legame con i Longobardi. Con il termine fara, infatti, si alludeva a un villaggio Longobardo abitato da famiglie legate tra loro da vincoli di parentela. Nei documenti medievali il villaggio compare sempre col nome di Faraluana o Faraluvana, certamente col significato di Fara luparia (lua, in dialetto bergamasco significa lupa). Era forse la lupa il simbolo totemico del clan longobardo?
Grazie ai recenti scavi per la costruzione dell’autostrada Bre.Be.Mi nel comune di Fara Olivana con Sola è stata rinvenuta una necropoli di 102 tombe longobarde che unitamente a quelle trovate tra a Treviglio e Casirate oltre che a Caravaggio, località Masano, offrono un quadro complessivo di particolare interesse per le conoscenze della cultura longobarda in ambito nazionale ed europeo. Molti dei preziosi reperti sono custoditi presso il museo M.A.G.O. situato all’interno del castello di Pagazzano.

 

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PILLOLE DI STORIA

I Longobardi si stanziarono in questo luogo sulla riva sinistra del Serio nel VI secolo, fondandovi una fara, cioè un villaggio abitato da un clan familiare. I recenti scavi per la costruzione della BREBEMI hanno permesso di scoprire una grande necropoli longobarda con pregevoli corredi funebri, oggi in fase di studio da parte della Soprintendenza archeologica.

Nei documenti medievali il villaggio compare sempre col nome di Faraluana o Faraluvana, certamente col significato di Fara luparia (lua, in dialetto bergamasco significa lupa). Era forse la lupa il simbolo totemico del clan longobardo? In epoca comunale (secoli XII e XIII) Fara e Sola furono comuni rurali autonomi; Fara conobbe una certa prosperità, documentata dal vasto perimetro dell’antico fossato di difesa ancor oggi individuabile nelle antiche mappe. Già poco dopo il Mille divenne sede plebana in sostituzione della soppressa pieve di S. Maria d’Averga (Nèveri di Bariano). Purtroppo le guerre civili tra Guelfi e Ghibellini dei secoli XIV e XV spopolarono quasi del tutto i due villaggi di Fara e Sola, che furono accorpati in un solo comune. Nel 1456 tutte le terre di Fara passarono per donazione alla Misericordia di Bergamo, che provvide a ricostruire e  ripopolare in parte il paese e a bonificare le terre circostanti. La frazione Sola (nei documenti antichi era detta Axola, nome derivato forse dalla vicinanza dell’abitato a una piccola ansa del Serio), rimase proprietà privata della famiglia Santangelo.

I LUOGHI DA NON PERDERE

La chiesa Arcipretale di Santo Stefano
L’edificio della chiesa Arcipretale di Santo Stefano risale al XIII secolo. Compare infatti in qualità di pieve nell’elenco delle chiese bergamasche che pagavano la tassa alla Santa Sede attorno al 1260.  L’edificio sacro, di modeste dimensioni, subì danni a seguito dell’assedio e della distruzione del vicino Castello Vecchio avvenuti nel 1398. Verso il 1470 la Misericordia Maggiore di Bergamo restaurò l’edificio.
Attorno al 1570 la pieve di Fara venne soppressa e la chiesa fu aggregata alla pieve di Ghisalba. Altri interventi si realizzarono a seguito della visita di San Carlo Borromeo (1575) quando la Misericordia Maggiore di Bergamo fece ricostruire il presbiterio, innalzò il campanile sulla sinistra della facciata dotandolo di campane ed orologio e acquistò un organo. L’attuale edificio fu voluto dall’Arciprete Andrea Garella e dal popolo di Fara, che lo fecero erigere tra il 1767 e il 1788.

Chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Sola
La chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Sola è di origine. Nel 1260 faceva già parte della pieve di Fara Olivana e probabilmente aveva una cappella sussidiaria a Bettola, dedicata a San Giorgio, distrutta dall’esondazione del fiume Serio in epoca molto antica. La chiesa di Sola fu distrutta, insieme con il paese durante le guerre civili del XIV e XV secolo. Devotissimi a San Lorenzo, gli abitanti di Sola facevano spesso celebrare la messa tra le sue rovine, e non appena i tempi lo permisero provvidero alla sua ricostruzione. La chiesetta fu probabilmente rifatta nei primi anni del Seicento. Con l’aumento della popolazione la chiesetta fu ampliata una prima volta nel 1834 e poi ancora nel 1899 su progetto dell’architetto Don Antonio Piccinelli. Dopo molto secoli d’attesa la chiesa divenne finalmente parrocchiale e fu sottoposta ad un nuovo restauro generale. Fu riconsacrata nel 1994 con l’antico titolo di San Lorenzo.

PARCO CICLOTURISTICO

Puoi raggiungere Fara Olivana con Sola anche percorrendo l’itinerario cicloturistico, “Tra borghi della Bassa Bergamasca e del Cremasco“, uno dei 14 itinerari del Parco Cicloturistico.

DOVE: Fara Olivana con Sola (BG)

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