Covo

Le origini di questo piccolo paese della bassa bergamasca non sono ancora chiare. Alcuni sostengono che il nome derivi da Cavus, vale a dire “canale”, a ricordare il famoso Fosso bergamasco; altri collegano il nome al termine francese cave che significa “cantina” a sottolineare la produzione vinicola del territorio. La tradizione popolare invece ci suggerisce un’altra interpretazione legando covo al termine covoni di grano (questo elemento compare anche nello stemma comunale) richiamando la forte tradizione rurale del borgo. Come per la vicina Cortenuova, anche Covo subì l’ira di Federico II che, a seguito della battaglia di Cortenuova, distrusse gran parte delle strutture difensive presenti, compreso il castello. Il maniero venne ricostruito poco dopo dal signore di Soncino Buoso da Duera che fece erigere ben 9 torri. Per gli abitanti la tanto agognata stabilità politica arrivò solo con l’assegnazione del feudo al condottiero Bartolomeo Colleoni. Fu proprio il Colleoni che donò la preziosa reliquia di San Lazzaro oggi custodita nella chiesa Parrocchiale di San Filippo e Giacomo. Infine, visitando Covo, non può mancare un assaggio ai rinomati ravioli, fiore all’occhiello della gastronomia bergamasca.

 

Ecco i luoghi da non perdere:

  • Chiesa Parrocchiale di San Filippo

DOVE: Covo (BG) Piazza SS. Apostoli, 1

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