Ghisalba, borgo della bassa pianura bergamasca situato presso il fiume Serio, vanta origini antichissime: abitato fin dalla preistoria, divenne sede di una pieve intitolata a San Lorenzo già in epoca altomedievale. Il centro fu fortificato nei secoli successivi con un castello, di cui sopravvivono tracce nei pressi dell’attuale chiesa parrocchiale. L’abitato si sviluppò progressivamente all’esterno delle mura, anch’esso dotato di proprie difese, probabilmente realizzate tra il XIII e il XIV secolo.
La presenza di Bartolomeo Colleoni (1392/1396–1475) lasciò un’impronta profonda sul territorio. Dopo aver ricevuto Martinengo, Cologno e Urgnano nel 1454, ed essere divenuto signore di Malpaga nel 1456, Colleoni estese la sua influenza anche su Ghisalba. In quegli anni, le acquisizioni colleonesche determinarono una rimodulazione dei confini, con la perdita di parte del territorio ghisalbese a vantaggio dei possedimenti del condottiero, in particolare verso Malpaga e, dal 1470, dopo l’acquisto di Cavernago.
Dal 1458 Colleoni cominciò ad acquistare immobili nel borgo. Nel corso delle trattative per il rinnovo della condotta militare con Venezia nel 1460, chiese il riconoscimento della sua autorità su Calcinate, Mornico e Ghisalba, oltre all’innalzamento di Malpaga a contea o marchesato. Il Consiglio dei Dieci, in data 28 maggio, gli concesse le giurisdizioni e gli introiti (escluso quello del sale) di Ghisalba, sancendo di fatto l’ingresso del borgo tra i dominii colleoneschi. In seguito, Colleoni si qualificò nei documenti ufficiali anche come signore di Ghisalba, e fece apporre il proprio stemma sulla torre d’ingresso del castello, poi trasformata in campanile e demolita all’inizio del Novecento.
Nel 1460 venne nominato canonico di Ghisalba un lontano parente del condottiero, Persevallino Colleoni, mentre un altro membro della famiglia aveva già ricoperto tale carica un secolo prima. Nel 1465, con un nuovo privilegio concesso dal doge, Colleoni ottenne la facoltà testamentaria di disporre liberamente dei suoi beni e signorie, tra cui Ghisalba.
Poco prima della sua morte, il Condottiero effettuò ulteriori lavori nel borgo: fece ristrutturare e rafforzare il castello, lasciando ai suoi eredi anche il compito di saldarne i costi nel 1476. Tra le sue proprietà si annoverano due mulini: uno, detto “nuovo” già nel 1463-64, si trovava fuori Porta Ceradina (tra le attuali vie Provinciale e Roma), mentre un secondo, con torchio, presso Porta San Vincenzo, fu acquisito dai suoi discendenti, i Martinengo Colleoni, alla fine del Cinquecento. È probabile che anche il miglioramento dell’antica seriola che attraversa Ghisalba sia attribuibile a lui.
Nel testamento del 27 ottobre 1475, Colleoni assegnò il castello e la terra di Ghisalba con tutte le giurisdizioni, rendite e infrastrutture ai nipoti Alessandro ed Estore Martinengo Colleoni, mentre al segretario Abbondio Longhi lasciò altri beni locali, tra cui quelli ricevuti dagli Umiliati del Galgario, già oggetto di una permuta convalidata da papa Sisto IV nel maggio dello stesso anno.
Alla morte del condottiero, il 3 novembre 1475, Venezia decise di riassumere direttamente il controllo dei suoi territori: con un Ducale del 12 dicembre, Ghisalba rientrò formalmente sotto la giurisdizione di Bergamo, decisione confermata nel 1479.
Un’ulteriore memoria colleonesca si conserva nel campanile moderno, che custodisce la piastra in pietra con lo stemma dalle tre teste di leone, già posta sulla torre originaria. Un altro emblema, detto “Colleoni d’Angiò”, compare sulla Cascina Alessandra, ma segnala la proprietà del Luogo Pio della Pietà, fondato dal condottiero e ancora oggi legato alla sua eredità.
RESTI DEL CASTELLO
Legate in particolare al Condottiero furono le fortificazioni di Ghisalba, fra cui il castello. Su di una delle sue torri (che serviva da porta con ponte levatoio, poi adattata a campanile ed infine demolita nel 1904-1905), il capitano fece porre una piastra in pietra con il suo stemma, oggi conservato all’interno del nuovo campanile.
Il Colleoni poco prima di morire fece eseguire significativi lavori ai “fortilizi o per la costruzione del castello nuovo fatto in Ghisalba” e la spesa fu saldata nel 1476 dai suoi eredi. Oggi sono visibili solo i resti.
MULINI
Il Condottiero possedette anche un mulino, fuori Porta Ceradina (fra le attuali vie provinciale e Roma) e, quasi certamente, fu lui a farlo costruire (dato che nel 1463-1464 era detto “nuovo”). Nel 1475 lo lasciò agli eredi. Un altro mulino con torchio, presso Porta S. Vincenzo (nell’attuale via Vittorio Veneto), fu acquistato nel 1591-1592 dai Martinengo Colleoni, ricordati da uno stemma con l’aquila, sia pure ridipinto.
Per maggiori informazioni scrivi a prolocoghisalba@gmail.com