Il Museo Archeologico Grandi Opere custodisce una parte del patrimonio archeologico venuto alla luce durante gli scavi per la realizzazione della BreBeMi e di Alta Velocità, viene a completare l’offerta museale e culturale del Castello di Pagazzano
Inaugurato nel luglio del 2015, il M.A.G.O. è ospitato all’interno dello splendido Castello Visconteo di Pagazzano.
Con la realizzazione della rete autostradale BRE.BE.MI e della linea Alta Velocità Treviglio-Brescia, sono emersi diversi reperti archeologici di varie epoche, tutti raccolti all’interno del Museo delle Grandi Opere a Pagazzano.
Si tratta di diverse stanze che hanno come tema principale le tre epoche di ritrovamento (Preistoria e Protostoria, Età Romana ed Età Longobarda).
Grazie alla disponibilità della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia è stato possibile pianificare questa esposizione temporanea e ciclica.
Il M.A.G.O. rappresenta un esempio di allestimento multimediale e flessibile in grado di consentire una attività espositiva dei reperti archeologici rinvenuti e le numerose testimonianze consentono di ricostruire il paesaggio e l’ambiente dalla preistoria e protostoria.
All’interno di ogni sala sono disposte diverse teche ed il visitatore è aiutato nella comprensione degli oggetti esposti attraverso tablet di consultazione che replicano esattamente la teca esposta.
In ogni sala un grande touch screen ne racconta il periodo storico.
Nella prima sala dedicata alla Preistoria e Protostoria, attraverso la Realtà Aumentata, viene ricostruita una capanna di 3.300 anni fa, partendo dalla pianta di pali ritrovata a Covo.
La sezione Longobarda è la più ricca e le è stata dedicata un’intera sala proiettata che racconta la venuta dei Longobardi
All’interno del MAGO, il visitatore può scoprire e conoscere un grande e antico patrimonio archeologico: le aree cimiteriali dell’Età del Bronzo di Antegnate e di Caravaggio, gli insediamenti e le necropoli di età romana di Antegnate, Bariano, Caravaggio, Fara Olivana, Treviglio, con chiari esempi di commistione culturale tardoceltica e romana e, infine, le necropoli longobarde di Treviglio, di Caravaggio, frazione Masano e di Fara Olivana.
Queste ultime si connotano per le tipologie costruttive, quali la struttura tombale in legno, eccezionalmente ben conservata, di Masano e per i corredi funerari con reperti di particolare pregio e ricchezza di Fara Olivana: sono esempi di necropoli longobarde tra le più importanti in ambito nazionale ed europeo che consentono di ricostruire il paesaggio e l’ambiente dalla preistoria e protostoria.
Oltre all’eccezionalità dei reperti esposti, il museo si caratterizza per il suo allestimento multimediale e flessibile, capace di consentire un’attività espositiva ciclica e temporanea dei reperti archeologici.

