Dal 1460 al 1475 Mornico fu feudo di Bartolomeo Colleoni, sotto il cui governo il paese attraversò un periodo di prosperità. Il piccolo centro abitato era protetto da un ampio fossato alimentato dalla roggia Borgogna, scavata per volontà dello stesso Colleoni: le sue
acque avevano una funzione difensiva, ma erano anche vitali per le colture e i mulini della zona.
A questo periodo risalgono alcuni importanti interventi all’antica chiesa di Mornico, oggi conosciuta come “Chiesa dell’Addolorata” o più semplicemente “Chiesa vecchia”, poi sostituita dalla nuova parrocchiale nel 1576 su iniziativa di San Carlo Borromeo.
Il presbiterio a pianta quadrata è l’unico elemento superstite della struttura originaria, citata già nel 1059. L’aspetto attuale dell’edificio religioso è il risultato dei lavori di ampliamento e ristrutturazione che trovano compimento e ultimazione proprio negli anni colleoneschi, probabilmente per rispondere alle esigenze di una comunità in crescita.
È facile immaginare che Colleoni abbia sostenuto e seguito da vicino i lavori, e che abbia assistito alla cerimonia di riconsacrazione della chiesa, avvenuta il 1° agosto 1475.
L’assetto dell’edificio è quello tipico delle chiese gotiche-lombarde dell’epoca: presenta una navata unica divisa da due ampi archi a sesto acuto che sostengono una copertura lignea a capanna. Tutto l’edificio è interessato da una decorazione ad affresco che risulta in ottimo stato di conservazione, anche perché rimasta nascosta e protetta per più di due secoli dall’intonacatura realizzata dopo l’epidemia di peste del 1630. Anche la facciata presenta una preziosa e rara traccia di decorazione tardo quattrocentesca.
La meravigliosa decorazione ad affresco risale proprio agli anni Settanta del Quattrocento, con alcuni interventi del primo Cinquecento.
Nella volta del presbiterio si trova una maestosa visione del Cristo Pantocratore entro una mandorla, attorniato dagli Evangelisti e dai Dottori della Chiesa. Sulle pareti laterali sono narrate, in sedici riquadri, le storie di sant’Andrea, a cui la chiesa è intitolata. Sulla parete di fondo si possono ammirare alcune tracce di un’antica Crocifissione e sul frontone è presente un’Annunciazione divisa sui due lati con l’Angelo annunziante e la Vergine inseriti in architetture semiaperte. Sulle pareti laterali si susseguono una serie di Vergini con Bambino e santi, alcuni dei quali aventi particolare valore e devozione locale.
Il soffitto ligneo, decorato con motivi floreali, presenta ghirlande che incorniciano busti di profeti: un gusto decorativo affine a quello che si ritrova nella celebre Cappella Colleoni a Bergamo, opera dello scultore Giovanni Antonio Amadeo.
Per lungo tempo si è attribuito il ciclo pittorico a Maffiolo da Cazzano, il cui nome compare su un affresco di San Bernardino da Siena, ma studi recenti hanno rivelato che Maffiolo non fu pittore, bensì il committente degli affreschi.
Appartenente alla ricca famiglia Genuizzi della Valgandino, era attivo nel prestito di denaro e in operazioni finanziarie, spesso collegate ai territori e alle istituzioni legate al Colleoni.
Alcuni atti sono infatti rogati a Malpaga, Martinengo e persino presso il Luogo Pio della Pietà di Bergamo. È documentata anche una collaborazione con i banchi ebraici di Martinengo, introdotti dal condottiero, con i quali i Genuizzi condividevano modalità e interessi.
L’attribuzione degli affreschi resta ancora aperta, ma gli studiosi ritengono probabile l’intervento della bottega dei Marinoni della Val Seriana, in particolare di Giovanni Marinoni. Oltre ai legami con Maffiolo, l’artista intratteneva rapporti con Pietro Cattaneo, parroco della chiesa di Sant’Andrea e cappellano del Colleoni. La nipote del Cattaneo, tra l’altro, sposò il figlio dello stesso Marinoni.
Mornico si conferma dunque un luogo denso di significati per chi segue le tracce di Bartolomeo Colleoni: un feudo strategico, un centro religioso in espansione, e una comunità viva, che tra arte, spiritualità e dinamiche economiche racconta una pagina affascinante
del Quattrocento bergamasco.
Per maggiori informazioni consulta il sito www.comune.mornicoalserio.bg.it.