ROMANO DI LOMBARDIA

Torna alla sezione precedente

ROMANO DI LOMBARDIA (BG)

Residenza del Colleoni

I destini di Bartolomeo Colleoni e del borgo di Romano si intrecciarono a partire dal 1441, quando, contestualmente alla pace di Cavriana, la signoria di Romano, Covo e Antegnate venne di nuovo aggregata alla Repubblica Veneta e affidata a Bartolomeo Colleoni, che vi dimorò a lungo lasciando tracce profonde.
Tra le testimonianze più significative della sua presenza spiccano i miglioramenti apportati all’imponente Rocca cittadina, sia per quanto riguarda l’aspetto eminentemente difensivo sia per la particolare attenzione prestata alle esigenze abitative della corte. A lui si devono infatti le modifiche alle torri di nord-est e di sud-ovest, che provvide a potenziare fornendole di beccatelli e piombatoi.
Impreziosì, inoltre, la torre in angolo sud-ovest dotandola di una bellissima loggia esterna, in seguito ornata con decorazioni floreali e affreschi. Colleoni, negli spazi adibiti a residenza del castellano, seppe rendere un’austera rocca militare un’accogliente residenza per la sua famiglia, degna dello status di corte e vi dimorò infatti per diverso tempo.
Alla Rocca è legato peraltro un episodio assai cruento: l’esposizione del corpo di Ambrogio Vismara, sicario visconteo in sospetto di tradimento, fatto giustiziare ed esposto come monito alla popolazione sulla torre delle prigioni.
Oggi, dopo una recente e importante opera di riqualificazione, la Rocca è completamente visitabile consentendo di esplorare le torri e i camminamenti che ne raccontano la storia.
Tra gli snodi più caratteristici e affascinanti del borgo romanese vi è inoltre la struttura porticata denominata Portici della Misericordia. “Il più spazioso e architettonico fra i luoghi porticati che fregiano le migliori vie di Romano è dovuto alla munificenza dell’antico suo signore Bartolomeo Colleoni”, così definì la struttura lo storico Damiano Muoni. La costruzione, simile ad analoghi edifici veneti del tempo, era impostata su uno schema modulare: ogni modulo, corrispondente a una campata del portico, era costituito da bottega al piano terra, abitazione al primo piano e legnaia nel sottotetto e ricalcava lo stile dei fondaci veneziani adibiti ad abitazioni e al commercio. Si tratta complessivamente di 16 arcate comprese tra il porticato del Palazzo della Comunità e la parete dell’edificio adiacente a porta Brescia, sulla quale vi è raffigurata una lunetta novecentesca rappresentante una “Pietà”. Nei secoli vi ebbero sede tipiche botteghe artigiane, mantenendo vivo il tessuto economico di un borgo famoso per i suoi importanti mercati, come testimoniato dalle quasi cento arcate dei portici del suo Centro Storico.
Infine è opportuno annoverare il dono delle reliquie di Santa Maria Maddalena, giunte a Romano nel giugno del 1444 e conservate oggi presso il M.A.C.S. – Museo d’Arte e Cultura Sacra.

I LUOGHI COLLEONESCHI

ROCCA

Tra le testimonianze più significative della sua presenza spiccano i miglioramenti apportati all’imponente Rocca cittadina, sia per quanto riguarda l’aspetto eminentemente difensivo sia per la particolare attenzione prestata alle esigenze abitative della corte. A lui si devono infatti le modifiche alle torri di nord-est e di sud-ovest, che provvide a potenziare fornendole di beccatelli e piombatoi. Impreziosì, inoltre, la torre in angolo sud-ovest dotandola di una bellissima loggia esterna, in seguito ornata con decorazioni floreali e affreschi. Colleoni, negli spazi adibiti a residenza del castellano, seppe rendere un’austera rocca militare un’accogliente residenza per la sua famiglia, degna dello status di corte e vi dimorò infatti per diverso tempo. Alla Rocca è legato peraltro un episodio assai cruento: l’esposizione del corpo di Ambrogio Vismara, sicario visconteo in sospetto di tradimento, fatto giustiziare ed esposto come monito alla popolazione sulla torre delle prigioni. Oggi, dopo una recente e importante opera di riqualificazione, la Rocca è completamente visitabile consentendo di esplorare le torri e i camminamenti che ne raccontano la storia.

 

PORTICI DELLA MISERICORDIA

Tra gli snodi più caratteristici e affascinanti del borgo romanese vi è inoltre la struttura porticata denominata Portici della Misericordia. “Il più spazioso e architettonico fra i luoghi porticati che fregiano le migliori vie di Romano è dovuto alla munificenza dell’antico suo signore Bartolomeo Colleoni”, così definì la struttura lo storico Damiano Muoni. La costruzione, simile ad analoghi edifici veneti del tempo, era impostata su uno schema modulare: ogni modulo, corrispondente a una campata del portico, era costituito da bottega al piano terra, abitazione al primo piano e legnaia nel sottotetto e ricalcava lo stile dei fondaci veneziani adibiti ad abitazioni e al commercio. Si tratta complessivamente di 16 arcate comprese tra il porticato del Palazzo della Comunità e la parete dell’edificio adiacente a porta Brescia, sulla quale vi è raffigurata una lunetta novecentesca rappresentante una “Pietà”. Nei secoli vi ebbero sede tipiche botteghe artigiane, mantenendo vivo il tessuto economico di un borgo famoso per i suoi importanti mercati, come testimoniato dalle quasi cento arcate dei portici del suo Centro Storico.

 

RELIQUIE DI SANTA MARIA MADDALENA

Tra le tracce lasciate da Colleoni a Romano, è opportuno annoverare il dono delle reliquie di Santa Maria Maddalena, giunte a Romano nel giugno del 1444 e conservate oggi presso il M.A.C.S. – Museo d’Arte e Cultura Sacra a testimonianza del legame tra il Condottiero e la comunità romanese.

PER INFORMAZIONI

Per maggiori informazioni consulta il sito www.comune.romano.bg.it.