BORGO DI COVO

Borgo storico
Covo (BG)

Del castello di Covo, che doveva essere un poderoso baluardo di confine con nove torrioni e due fossati, rimane oggi solo una torre visibile nei pressi di un altrettanto affascinante antico mulino. A pochi passi, si trova la santella di San Lazzaro, eretta per ricordare la consegna delle reliquie del cranio del santo, giunte a Covo già nel 1449, come dono del condottiero Bartolomeo Colleoni, ed oggi ospitate nella Chiesa parrocchiale progettata da Faustino Rodi. Passeggiando per il borgo si possono ammirare i Muri Dipinti di Covo, opere di urban art di grandi dimensioni realizzate da importanti artisti contemporanei.

VISITE

NON VISITABILE SABATO 4 LUGLIO

Il percorso comprende la visita alle opere di Urban Art (grandi muri dipinti), che permettono di scoprire il borgo, e ai seguenti luoghi: Torre medievale del Castello, Chiesa parrocchiale con l’altare delle Reliquie di San Lazzaro, Santella di San Lazzaro e Chiesetta di Santa Lucia (candidata a Luogo del Cuore FAI).

Il tour ha una durata di circa 90 minuti.

COSTO DELLA VISITA

La visita guidata prevede l’acquisto di un biglietto con i seguenti costi:
– intero € 5,00
– gratuito fino a 14 anni

INFO E PRENOTAZIONI

La prenotazione è obbligatoria. 

Per maggiori informazioni e prenotazioni chiama il numero 3517090327 (solo tramite WhatsApp) o scrivi una mail a info@prolococovo.com

ALTRE INFORMAZIONI

– Punto di ritrovo: Piazza Santi Apostoli, Covo.
– Accessibile ai disabili.
– Accessibile agli animali domestici (purché muniti di guinzaglio) ad eccezione delle chiese.

DOVE MANGIARE

– Losteria del Crostino, Via Europa, Covo – qui si trovano i Ravioli di Covo De.Co. È consigliata la prenotazione telefonando al 3400820080.

– Gelateria Maccalli, Via Mottini, Covo – colazioni, brunch, aperitivi, gelato e pizza.

– Promessi Sposi, Via dei Caduti 28, Covo – colazioni e aperitivi.

CURIOSITÀ

Era l’agosto del 1798 quando il borgo di Covo venne scosso da un episodio di cronaca terribile. Tre giovani – Bossi di Chiaravalle, Raselli di Calcio e Taglia di Romano – spinti dalla miseria decisero di introdursi nella corte della famiglia di Alessandro Fassina. Purtroppo, il loro piano di sottrarre beni preziosi e rivenderli, fallì quando la giovane Teresa Capranelli, derubata dai propri orecchini lanciò un urlo disperato.
Le pattuglie dei gendarmi francesi intercettarono e arrestarono i tre fuggitivi nelle campagne circostanti. Il processo fu rapido e l’esito spietato: condanna alla decapitazione – pena massima prevista per il furto aggravato. Di fronte al boia e alla folla radunata, Bossi, Taglia e Raselli non mostrarono rabbia, ma un’umiltà che spiazzò i presenti. Chiesero pubblicamente perdono alla cittadinanza di Covo per il male arrecato e pregarono di poter ricevere i Sacramenti prima dell’esecuzione.
Questo gesto di pentimento e di preghiera toccò il cuore degli abitanti di Covo che iniziarono a venerarli come un vero e proprio culto. Tre giovani ricordati non come criminali, ma come anime nobilitate da un sincero ravvedimento in punto di morte. Per onorare la memoria si istituì la Festa delle Anime Giustiziate, tre giornate – 7, 8, 9 agosto – come tre le anime dei “santi-ladri”.