Calcio (BG)

PILLOLE DI STORIA

Situato in una posizione strategica sulle rive del fiume Oglio, nella pianura a sud-est di Bergamo, il comune di Calcio ha una storia molto antica. Il ritrovamento di una preziosa pavimentazione a mosaico del 3° secolo d.C., testimonia che la nascita del paese debba senz’altro risalire all’epoca romana.

La sua storia si intreccia con quella di molte famiglie importanti, ma fu la famiglia Secco che diede il via a una vera e propria “signoria”, tanto che essi furono esentati dal pagamento di ogni genere di tasse fino al 1757. Per questo motivo la calciana, esonerata da ogni contribuzione, separata e circoscritta nella sua amministrazione,  soprattutto nei secoli XVII e XVIII fu al centro di un’intensissima attività di contrabbando.
Non tutti sanno che in Lombardia sono presenti ben 27 “paesi dipinti”, uno di questi è proprio il comune di Calcio che vanta ben 47 murales (realizzati tra il 1995 e il 2003 da artisti locali e internazionali). Affreschi, mosaici, dipinti in acrilico, olio e tempera  sono in grado di svelare l’economia calcense e i suoi aneddoti: un vero e proprio museo a cielo aperto. Da sottolineare infine la presenza di ben due castelli, a sottolineare /a testimonianza dell’importanza dell’area in epoca medievale dal punto di vista dei confini e delle vie di comunicazione.

I LUOGHI DA NON PERDERE

I muri dipinti

Tra la fine degli Anni Novanta e i primi anni Duemila, Calcio ha trasformato le pareti di edifici pubblici e privati in una galleria a cielo aperto. Con il sostegno dell’ASSIPAD – Associazione Italiana Paesi Dipinti – e il coordinamento di Mauro Corradini e Tullio Lazzarini, artisti locali, nazionali, scuole d’arte hanno dato un tocco artistico peculiare.Le case di Calcio e i luoghi pubblici vedono così figurare opere concepite e realizzate da artisti come Trento Longaretti, Giovanni Repossi, Floriano Bodini, dall’Accademia di Brera, di Birmingham, di Vienna, dai pittori locali Beppe Corna, Mario Lazzarini, Giorgio Pasolini, Pietro Ricci, Giovanni Sara, Amedeo Togni. I Muri raccontano la Storia – quella con la S maiuscola – e le piccole storie di paese, soffermandosi su temi come il paesaggio agrario, il lavoro, il contributo femminile allo sviluppo del territorio. Calcio diventa così il paese caratterizzato da: un fiume– l’Oglio, antico confine tra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia – , due castelli – il castello Silvestri e il castello Oldofredi – , tre chiese –l’immensa parrocchiale, l’antica pieve e l’oratorio di San Fermo – , dai 47 (quarantasette) Muri Dipinti e dalle mille storie da raccontare. Un muro è spesso solo un confine: dipinto, diventa un muro che racconta una storia.

 

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Chiesa arcipretale di San Vittore

Arrivando nei pressi di Calcio è impossibile non ammirare la sua imponente chiesa. Non ci stupisce che nel 1875 lo storico Damiano Muoni scrisse“supera nelle sue dimensioni il vicino, rinomatissimo santuario di Caravaggio, la cattedrale di Brescia, le chiese di San Fedele, di San Vittore e tutte le altre maggiori di Milano, salvo il Duomo”.
Le due epigrafi in marmo presenti rispettivamente sull’altare della B.V. del Rosario e su quello di san Giuseppe raccontano sinteticamente come la costruzione della Chiesa abbia richiesto un lungo periodo di tempo: ben centoventi anni, comprese le varie interruzioni dei lavori. 

 

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Castello Silvestri
Antichissima residenza nobiliare, posta a controllo del fiume Oglio, antico confine fra Stato di Milano e Repubblica di Venezia. Si inserisce all’interno del cure medievale del borgo, nei pressi dell’antica Pieve e di altri edifici storici, sui quali è possibile cominciare ad ammirare alcuni dei murales che costellano Calcio. Il castello è stato per secoli residenza della famiglia Secco e dei vari condomini della Calciana, un feudo indipendente dall’allora provincia di Cremona.

 

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Castello – villa Oldofredi

L’edificio presente una struttura a ferro di cavallo con ponte levatoio e fossato e interni finemente decorati che ispirano a temi orientali e mitologici. la residenza  è collegata al nome di Ercole Oldofredi Tadini, patriota italiano del Risorgimento, amico intimo di Cavour e di Napoleone III. L’imperatore e il suo esercito vi soggiornarono nel 1859, in preparazione della battaglia di Solferino (II guerra d’indipendenza).

 

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