Cassano d’Adda (MI)

CASSANO D’ADDA

Provincia di Milano

Importante avamposto della città Metropolitana di Milano al confine con la provincia di Bergamo la città di Cassano sorge in epoca antica e vanta una posizione strategica.

A caratterizzare il suo paesaggio sono gli scenari del fiume Adda che colora il panorama e che per secoli con le sue acque ha portato ricchezza e prosperità. Ad accogliere il visitatore ci pensa il maestoso e originale castello che svetta imponente sul punto più alto della bastionata.

Ciò che colpisce il visitatore è senza dubbio il suo aspetto che si allontana molto dal tipico castello lombardo: non ci sono merli, nessun bastione e nessun fossato, ed e presente solo una torre.
Queste peculiarità sono il risultato di una plurimillenaria storia di rimaneggiamenti e abbandoni.
La posizione strategica della città portò qui molti conflitti ma elevò la città a meta ideale per la villeggiatura delle ricche famiglie milanesi che, incantante dalla bellezza degli scorci del fiume, fecero realizzare sontuose ville. Prima fra tutte Villa Borromeo considerata ancora oggi una delle perle del neoclassico lombardo. Non solo storia e natura ma anche leggende, come quella di San Dionigi che, dopo la sua morte risorse per essere sepolto proprio a Cassano. Non mancano oscure curiosità come il tristemente noto processo alle streghe.

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PILLOLE DI STORIA

La cittadina, posta sulla riva destra dell’Adda, ha origini romane: il toponimo ricorda il nome dell’antico colono latino Cassius o della gens Cassia. L’abitato si sviluppò nell’alto medioevo presso il ponte della strada militare romana Milano-Brescia- Aquileia, percorsa nei secoli seguenti dalle orde barbariche, dai Longobardi e dai sovrani franchi. Nell’anno 877 nella curtis regia Sancti Ambrosii di Cassano soggiornò Carlomanno re d’Italia e di Baviera mentre da Milano si dirigeva a Verona. Il castello medievale fu ampliato e abbellito dai Visconti e attorno ad esso fu edificato un ricetto fortificato, di cui si conserva la porta d’ingresso. Nel 1259, durante le guerre tra Comuni e Impero, proprio sotto il castello di Cassano, l’esercito guelfo catturò Ezzelino da Romano, signore ghibellino di Cremona, che morì poco dopo a Soncino. Dal XVI al XIX secolo Cassano divenne luogo di villeggiatura di alcune nobili famiglie milanesi, che vi eressero splendidi palazzi.

Durante la guerra di successione al trono di Spagna (1700-1713) l’esercito francese vi fu sconfitto e i caduti furono sepolti proprio sotto il castello in riva alla Muzza.

La frazione di Cascine San Pietro, sulla riva sinistra dell’Adda, è l’antico villaggio bergamasco di Bergies, citato nel testamento del gasindio longobardo Tuidone dell’anno 774. La frazione di Groppello, sulla riva destra, fu proprietà degli arcivescovi milanesi, di cui conserva la residenza.

I LUOGHI DA NON PERDERE

Castello Visconteo
Posto nel punto più alto della bastionata, lambito dalle acque del canale Muzza, l’imponente castello sorge in un luogo di importanza strategica per il controllo del valico dell’Adda.
La costruzione del castello, nel quale nei momenti di pericolo trovavano rifugio gli abitanti della campagna, si deve ad Ottone Visconti, arcivescovo di Milano dal 1261 al 1295, il quale ne fece un baluardo contro la famiglia Torriani, in fuga da Milano. I secoli XIV e XV videro la rocca di Cassano teatro di un’interminabile serie di guerre tra famiglie e signorie rivali, in lotta per il predominio sulla città di Milano. A partire dal XVI secolo il cambiamento del modo di combattere dopo l’introduzione delle armi da fuoco causò il lento declino del castello. Il maniero fu riadattato ad usi diversi: sede di pretura e carceri, caserma militare, officine, laboratori artigianali e perfino malsane abitazioni. L’edificio storico, da alcuni decenni di proprietà privata, è attualmente oggetto di importanti lavori di restauro che stanno riportando alla luce le forme originarie.

 

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Il ricetto
Fu Ottone Visconti che decise di realizzare nei pressi del castello il ricetto, vale a dire un luogo dove la popolazione potesse trovare rifugio in caso di attacchi nemici e dove conservare le provviste per sopravvivere a eventuali assedi. Si tratta del nucleo più antico e originario di Cassano. Per separare il ricetto dal centro cittadino venne fatto erigere nel 1764 dal marchesato dei Bonelli un portone con un chiaro intento celebrativo demolendo una struttura preesistente.

Gelso monumentale
Accanto al castello Visconteo sorge un vero e proprio monumento della natura. Si tratta del gelso monumentale che in dialetto viene chiamato “el murun” e al quale la comunità dedica molte cure. La storia di questo gelso appartenente alla specie morus alba ebbe inizio nel XVII secolo: è l’ultimo sopravvissuto dei 4500 gelsi che si trovavano a Cassano. Esso testimonia un periodo storico molto importante per la storia cassanese: il gelso infatti era un elemento fondamentale per la vita economica locale. Non a caso fino al 1915 l’intera ala destra del castello era adibita a setificio.

 

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Parrocchiale dei Santi Maria e Zeno
La chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Maria e Zeno è l’edificio religioso più imponente della città tanto che venne spesso chiamata cattedrale. La maggior parte dell’edificio risale alla fine del XIX secolo dopo che un crollo nel 1890 compromise la struttura. Sopravvisse la facciata settecentesca ad opera del Martinelli. A stupire per la magnificenza e per la vastità è sicuramente l’interno, caratterizzato da linee architettoniche solenni. Presenta un’unica navata con soffitto a botte a tre cupole. Nel catino dell’abside è possibile ammirare il polittico del Fasolo datato 1516.

San Dionigi
Di origine molto antica, questa antica intreccia la sua storia con quella di San Dionigi. Pare infatti che sia stato il primo luogo di sepoltura del vescovo milanese ed ancora oggi è una delle chiese più amate dai cassanesi. All’interno dell’edificio sono presente dei bellissimi affreschi ad opera dei Fiammenghini e di Vincenzo Cinisello che rievocano la leggenda del Santo. Egli infatti, morto in esilio in Armenia, nel 375 risorse per qualche istante sulle rive dell’Adda per l’ultimo saluto a sant’Ambrogio e per indicare il luogo della sua sepoltura. La volontà del Santo venne rispettata solo per qualche secolo, dopodiché venne traslato a Milano. L’edificio attuale è il frutto di successivi rimaneggiamenti avvenuti tra il 1599 e il 1610 e quasi nulla rimane dell’antico edificio.

Villa Borromeo d’Adda
Proprio a Cassano sorge Villa Borromeo, una delle perle del neoclassicismo lombardo. Giovanbattista d’Adda, investito del feudo di Cassano, decise nel 1781 di realizzare una dimora degna del suo titolo. Fu così che iniziò la storia della Villa. L’incarico dei lavori venne affidato al celebre architetto Giuseppe Piermarini (autore del Teatro della Scala di Milano e della Villa reale a Monza). Egli rimaneggiò la preesistente struttura barocca ad opera di Francesco Croce conservando il balcone sagomato su quattro lesene. La bellezza dell’esterno si riflette anche negli interni dove troviamo dipinti del Corneliani, raffiguranti paesaggi e scene mitologiche, specchiere, lampadari di Murano e motivi agresti in stucco. L’edificio è di proprietà privata e, per la sua sontuosità, viene spesso utilizzato come sfondo per film e spot pubblicitari.

Canale Muzza
Questo storico canale nasce nei pressi del castello di Cassano d’Adda, preleva le acque dal fiume Adda percorrendo la pianura lodigiana per 39 km e le distribuisce nelle campagne, ultimando la sua corsa nei pressi di Castiglione. E’ stato il più antico e maggiore canale d’irrigazione non solo della Lombardia, ma di tutta Europa ed una delle più importanti opere di ingegneria idraulica che ha contribuito nei secoli a produrre la ricchezza agricola del territorio.

 

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INFORMAZIONI TURISTICHE

Per le visite guidate contattare la Pro Loco di Cassano d’Adda:
Piazzetta Cesare Bettini presso Spazio Città
20062 Cassano d’Adda
Tel. 351 6606439
email: info@prolococassanod’adda.com
www.prolococassanod’adda.com

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